Federico Albini, presidente della sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Toscana Nord
Il governo prepara un cambio di strategia sul caro carburanti: meno interventi generalizzati e più sostegni mirati alle categorie maggiormente colpite, a cominciare dall’autotrasporto e dalla logistica. Una prospettiva accolta con favore da Confindustria Toscana Nord, che chiede da tempo misure strutturali per un comparto sul quale l’aumento del diesel si trasferisce direttamente sui costi delle imprese e, a cascata, sui prezzi delle merci.
Il Consiglio dei ministri ha intanto prorogato fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio. La misura vale circa 130 milioni di euro e interviene attraverso una riduzione dell’accisa di 14 centesimi, alla quale si aggiungono circa 3 centesimi di Iva. Per lo stesso periodo viene prorogato anche il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto. Le risorse arrivano dalle maggiori entrate derivanti dalla modifica delle modalità di versamento delle ritenute sugli utili dei grandi gruppi energetici.
Dopo il 5 settembre cambia la strategia
Quella appena approvata dovrebbe però rappresentare una misura ponte. Dopo il 5 settembre il governo punta infatti a sostituire progressivamente gli sconti uguali per tutti con sostegni selettivi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato due criteri: da una parte il reddito dei cittadini, dall’altra l’esposizione dei diversi settori produttivi alla crisi dei carburanti, richiamando espressamente le «esigenze» dell’autotrasporto e della logistica. La forma concreta degli interventi dovrà essere definita nei prossimi giorni.
Una scelta che arriva mentre i prezzi alla pompa restano sopra i due euro. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il prezzo medio nazionale self service è arrivato a 2,017 euro al litro per la benzina e a 2,137 euro per il gasolio.
Albini: «Finalmente basta aiuti a pioggia»
È soprattutto la prospettiva di interventi specifici per il trasporto merci a essere accolta positivamente da Federico Albini, presidente della sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Toscana Nord.
«Da rappresentante della categoria devo dire finalmente», afferma Albini, secondo il quale si è compreso che «gli aiuti a pioggia sono forse popolari ma certamente inutili» e che una crisi destinata a protrarsi deve essere affrontata attraverso «misure strutturali e ben ponderate».
Il punto sollevato dall’associazione degli industriali riguarda soprattutto l’effetto che il costo del trasporto produce sull’intera economia. «Finalmente si riconosce che il trasporto delle merci incide in maniera determinante sul costo della vita: dal caro distributore al caro carrello della spesa il passo è molto più breve di quello che si creda», sostiene Albini.
Il nodo dei costi per le imprese
Confindustria Toscana Nord giudica dunque positivamente l’ipotesi di concentrare le risorse disponibili sui settori maggiormente esposti anziché continuare con riduzioni generalizzate delle accise. Albini ricorda che gli interventi messi in campo finora hanno assorbito miliardi di euro senza produrre, a giudizio dell’associazione, effetti duraturi sul costo dei carburanti.
Il governo sembra orientato nella stessa direzione. Tra le ipotesi allo studio per la fase successiva al 5 settembre ci sono sostegni ai redditi più bassi e interventi specifici per tir e furgoni, proprio per evitare che l’aumento dei costi di trasporto venga trasferito sui prezzi finali delle merci. Si tratta però, al momento, di ipotesi: modalità, platea e coperture devono ancora essere definite. «La spirale inflattiva è in questo momento la principale emergenza del Paese», conclude Albini, auspicando che la strada dei tagli selettivi venga percorsa «con decisione, con visione lungimirante e concreta». (redcm)
