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14 luglio 2026

Asciano, un polo logistico dov’era la vecchia fornace: il progetto di Centrofarc

Sull’area, aggiudicata all’asta per 630.000 euro, saranno costruiti 5.000 metri quadrati di magazzini che andranno ad aggiungersi a quelli di Monteroni d’Arbia.

Carlo Pellegrino

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L'area dell'ex fornace di Arbia, ad Asciano (Siena)

L'area dell'ex fornace di Arbia, ad Asciano (Siena)

L’ex fornace dismessa di Arbia, nel comune di Asciano (Siena), si avvia finalmente verso una radicale trasformazione dopo vent’anni di abbandono: qui sorgerà un deposito da oltre 5mila metri quadrati. L’intera area industriale è stata aggiudicata all’asta per 630 mila euro al Gruppo Centrofarc, azienda senese leader nella distribuzione all’ingrosso di soluzioni per l’igiene professionale, prodotti monouso e sistemi per la sanificazione. L’acquisizione mette fine a una lunga paralisi burocratica e alla procedura fallimentare, caratterizzata da numerosi tentativi d’asta andati deserti che hanno visto il valore del compendio scendere dai 6,6 milioni di euro iniziali fino alla cifra finale di aggiudicazione: meno di un decimo.

I nuovi proprietari

Dal punto di vista economico, l’acquisizione rappresenta un passo strategico per Centrofarc, realtà guidata dalla famiglia Bechi che ha chiuso l’esercizio 2024 con 28 milioni di euro di fatturato e 48 dipendenti. L’obiettivo primario dell’investimento è il potenziamento strutturale della propria capacità distributiva, superando i limiti di capacità dell’attuale deposito di Monteroni d’Arbia attraverso la creazione di un nuovo polo logistico all’avanguardia. Il progetto prenderà vita su un lotto complessivo di 46.644 metri quadrati, situato in posizione strategica tra via Aretina e via Lauretana. I vecchi edifici degli anni Venti, ormai dichiarati del tutto irrecuperabili dalle perizie tecniche, verranno demoliti per fare spazio a un moderno deposito di circa 5.000 metri quadrati, ottimizzando così lo stoccaggio e la movimentazione delle merci dell’azienda.

La sfida burocratica e i passi amministrativi

La transizione verso l’effettiva operatività del nuovo centro logistico richiederà comunque un iter complesso, come chiarito da Federico Bechi: «Il progetto? Presto per parlarne – risponde – Prima vanno soddisfatte le pratiche burocratiche e amministrative. L’idea però è quella: rinforzare la capacità logistica di Centrofarc, costruire un altro deposito in supporto a quello che abbiamo a Monteroni d’Arbia. Pensiamo a una struttura di circa 5.000 metri quadrati». Il sindaco di Asciano Fabrizio Nucci ha inserito la bonifica della fornace di Arbia tra le priorità dei suoi sette anni di amministrazione. E dunque si dichiara soddisfatto per il traguardo, lungamente atteso dal territorio, richiamando una «collaborazione tra pubblico e privato» e assicurando l’impegno dell’ente ad «accompagnare l’azienda nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti».

L’impatto sociale e la rigenerazione ambientale

L’impatto di questo intervento si riflette anche sul piano sociale e della salvaguardia ambientale. La totale demolizione delle vecchie strutture fatiscenti e la conseguente bonifica dei terreni risolveranno una criticità ecologica storica. Sul fronte occupazionale, il rilancio dell’area promette di generare importanti ricadute positive, con la previsione di nuove assunzioni: pur in assenza di un progetto dettagliato, è possibile ipotizzare alcune decine di addetti, con un impulso significativo per l’economia locale.

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Carlo Pellegrino

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