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29 giugno 2026

Artigianato, Artex accompagna le imprese toscane verso il marchio Igp

Al via il supporto tecnico per accedere al nuovo bando della Regione Toscana dedicato alle Indicazioni Geografiche Protette per le produzioni artigianali e industriali. Contributi fino a 150 mila euro per i progetti di filiera.

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Dalla ceramica all’alabastro, dall’oreficeria ai tessuti, fino alle altre produzioni storiche del Made in Tuscany. Le imprese artigiane toscane potranno contare sul supporto di Artex, il Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, per intraprendere il percorso verso il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche Protette (Igp), il nuovo strumento europeo pensato per valorizzare e tutelare anche le produzioni artigianali e industriali strettamente legate al territorio.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del bando promosso dalla Regione, che sostiene le associazioni di micro, piccole e medie imprese nella predisposizione delle domande e nella costruzione dei progetti necessari per ottenere la registrazione Igp. L’obiettivo è rafforzare la competitività delle eccellenze manifatturiere regionali, certificandone il legame con il territorio, le competenze produttive e le tradizioni locali.

«Le Indicazioni Geografiche Protette possono diventare uno strumento strategico per molte produzioni artigianali toscane – spiega Elisa Guidi, coordinatrice di Artex –. Non si tratta soltanto di un riconoscimento formale, ma di un percorso capace di raccontare il legame profondo tra prodotto, territorio, cultura produttiva e comunità locali». Per questo Artex affiancherà le associazioni di produttori nella predisposizione della documentazione tecnica richiesta dalla normativa europea.

Il bando finanzia infatti tutte le attività necessarie alla costruzione del dossier di candidatura: dalla definizione del disciplinare di produzione agli studi sul rapporto tra prodotto e territorio, fino ai sistemi di tracciabilità e controllo. Saranno premiati in particolare i progetti sviluppati da reti di imprese della stessa filiera, le collaborazioni con università e organismi di ricerca e le iniziative che coinvolgono la cosiddetta Toscana Diffusa, comprese aree interne e territori montani.

Il contributo regionale è a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili per consulenze specialistiche e servizi di innovazione. I progetti dovranno avere un valore minimo di 20 mila euro, mentre il contributo potrà arrivare fino a 150 mila euro per le aggregazioni composte da oltre dieci imprese. Le domande saranno valutate attraverso graduatorie con cadenza mensile. (em)

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