La fase di sofferenza che sta attraversando il vino italiano – e anche quello toscano (l’export nel primo trimestre è sceso di oltre l’8% sia a livello nazionale che regionale) – stimola la ricerca di nuove strade di crescita e di comunicazione per intercettare un pubblico più ampio e ‘contaminare’ altri comparti.
Vino, gastronomia e cultura locale
Va in questa direzione la manifestazione ‘Vini Bagnanti’ che, per il terzo anno, porterà sabato 20 giugno più di 50 vignaioli sulla spiaggia lunga un chilometro del resort Riva degli Etruschi a San Vincenzo (Livorno), di proprietà della famiglia Lisi, per una degustazione aperta al pubblico che vuole valorizzare anche la gastronomia e la cultura locale. I vini sono tutti di piccole aziende artigianali, in larga parte toscane (26 su 50) e con alcune presenze da Spagna, Ungheria, Slovenia, Grecia e Argentina, selezionate da Teseo Geri, inventore anche della rassegna ‘Vini migranti’, tra quelle che garantiscono identità territoriale, sostenibilità, attenzione al valore umano e culturale del vino. “Un approccio in linea con la filosofia di Riva degli Etruschi – spiega Iacopo Lisi – realtà che da anni porta avanti un modello integrato di ospitalità, agricoltura e cultura gastronomica sostenibile”.
Programma in collaborazione con Slow Food
Le prime duer edizioni hanno richiamato più di 1.000 partecipanti. Anche questa volta il programma, costruito insieme con Slow Food Condotta Costa degli Etruschi, Slow Wine, Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e Banca del Vino di Pollenzo, prevede anche percorsi sensoriali, laboratori sull’apetto etico e sociale della produzione vinicola, punti ristoro, area per il confronto tra produttori e pubblico.
Silvia Pieraccini