Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dichiarato nei giorni scorsi la liquidazione coatta amministrativa della società cooperativa ‘Cantine Leonardo da Vinci’, fondata nel 1961 a Vinci (Firenze), uno dei nomi di spicco della cooperazione toscana targata Confcooperative, e ha nominato commissario liquidatore Luigi Zingone. La cantina fa parte del Gruppo Caviro, colosso romagnolo famoso per il vino Tavernello.
Debiti per 13,5 milioni di euro
Nel decreto ministeriale che dichiara la liquidazione coatta si legge: “A fronte di un attivo circolante di 5,5 milioni di euro si riscontrano debiti a breve termine per 13,5 milioni di euro e un patrimonio netto negativo di -1.843 euro; il grado di insolvenza è rilevabile anche da un contenzioso in corso e da undici decreti ingiuntivi”.
La cantina aveva tentato la composizione negoziata della crisi
Finisce così – con una procedura concorsuale simile al fallimento prevista per cooperative, banche e assicurazioni a tutela del pubblico interesse – la lunga storia vinicola delle Cantine Leonardo, quasi 200 soci conferitori e 25 dipendenti, che nel 2024 ha fatturato 13,2 milioni di euro con 4,3 milioni di perdita.
Nell’agosto 2024 la cantina sembrava aver superato la crisi finanziaria che l’aveva colpita, affrontata col ricorso alla composizione negoziata della crisi, procedura che aveva permesso di congelare le azioni dei creditori. Quella procedura non è però andata a buon fine, e i progetti di risanamento e di aumento della produzione (a 40mila quintali) si sono infranti.
I vigneti di Leonardo da Vinci
Ora i beni della cantina cooperativa – che esportava soprattutto in Usa e ritirava gran parte dell’uva dal territorio empolese, oltre a coltivare 70 ettari di vigneti che in parte insistono sui terreni lasciati in eredità proprio al genio Leonardo da Vinci dallo zio Francesco – dovranno essere venduti dal liquidatore per soddisfare i creditori. Essere parte del Gruppo Caviro, colosso vinicolo di Faenza da 351 milioni di ricavi consolidati 2025 con ebitda di 29 milioni, non è servito a salvare la coop toscana, che già nel 2022 aveva venduto il 100% della Cantina di Montalcino.
Negli anni scorsi Cantine Leonardo aveva investito in marketing e comunicazione per far conoscere la passione di Leonardo da Vinci per il vino e per lanciare una linea di vini ispirati all’artista: nel 2019 aveva finanziato la riapertura del Museo ideale Leonardo da Vinci e la nascita del museo Leonardo e il Rinascimento del vino realizzato all’interno di Villa da Vinci, che documenta i rapporti del genio con l’agricoltura e il mondo vitivinicolo. E aveva prodotto anche un film-documentario che è un omaggio alla terra di Vinci e un racconto del legame tra Leonardo e il vino, nei diversi territori in cui è passato.
Silvia Pieraccini