Semplificazioni doganali con focus sullo sdoganamento centralizzato, e nuove opportunità derivanti dagli accordi di libero scambio, con particolare attenzione ai mercati del Mercosur e dell’India. Questi i temi chiave del convegno ‘La Dogana che verrà tra innovazione e geopolitica‘, organizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) Toscana e Umbria, da Confindustria Toscana e da Assotosca-Confetra Firenze. All’evento hanno preso parte rappresentanti istituzionali, operatori del settore e quattro grandi imprese del territorio toscano: Baker Hughes-Nuovo Pignone, Cad Toscana, Alha Airport e Piaggio.
Il convegno si è aperto con la lettura del contesto internazionale da parte del direttore Adm Davide Bellosi: “Il processo di riforma del codice doganale dell’Unione Europea – ha detto – giunge a conclusione in un momento di forti tensioni internazionali, caratterizzate da restrizioni commerciali, disallineamenti nella catena logistica e un nuovo shock sui prezzi dell’energia e delle materie prime“.
La compliance doganale come vantaggio competitivo
Bellosi ha però indicato nella riforma un’opportunità: “Il nuovo codice doganale offre un’ampia gamma di strumenti a beneficio delle imprese che operano sui mercati internazionali, migliorando l’efficienza dell’attività di contrasto alle frodi (attraverso un’analisi dei rischi a livello europeo), ma anche introducendo nuovi istituti di partenariato che valorizzino appieno la compliance degli operatori commerciali e della logistica“. L’obiettivo, ha concluso il direttore, è contribuire “a sviluppare la proiezione internazionale delle imprese, anche in chiave difensiva a fronte delle ricorrenti crisi internazionali“.
Per Gabriele Baccetti, direttore di Confindustria Toscana, “il nuovo codice doganale può essere un’opportunità strategica per il sistema produttivo toscano“. Baccetti ha indicato nello sdoganamento centralizzato e nella digitalizzazione “leve fondamentali per la competitività del nostro export“, sottolineando che supportare le imprese nell’accesso ai nuovi accordi di libero scambio, “dall’India al Mercosur, significa rafforzare la nostra proiezione internazionale“. Il direttore ha definito “essenziale” la collaborazione con Adm “per trasformare la compliance doganale in un vero vantaggio competitivo per le imprese del territorio toscano”.
Dall’Aeo al Trust and Check, incognita per gli spedizionieri
Una nota critica è arrivata da Mario Bartoli, presidente di AssoTosca, sul passaggio imminente dallo status Aeo (Authorized Economic Operator) al nuovo modello Trust and Check: “Non lo condivido totalmente perché in Italia stiamo facendo un grande lavoro per arrivare a certificare quasi tutte le aziende di spedizione e buona parte delle aziende che si occupano di export“. Per Bartoli “si tratta di un modello anomalo perché l’Aeo rappresenta il modo corretto di relazionarsi con le Dogane“.
Il Trust and Check Trader (Tct) è la nuova figura introdotta dalla riforma del codice Ue, ed è concepita come un’evoluzione più ambiziosa dell’Aeo: le imprese che ottengono questo status devono garantire una trasparenza totale sui propri processi, fornendo alle autorità doganali accesso in tempo reale a tutti i dati sulla movimentazione delle merci. In cambio, i Trust and Check Trader potranno sdoganare le merci senza intervento attivo dell’autorità doganale. La transizione dall’Aeo al nuovo status è prevista tra il 2032 e il 2037. E’ un modello che richiede requisiti tecnologici e organizzativi aggiuntivi rispetto all’Aeo: potrebbe essere un problema per le Pmi e gli spedizionieri che hanno già investito per ottenere la vecchia certificazione.
Leonardo Testai