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18 maggio 2026

Rottamazione quinquies, anche i Comuni potranno sanare multe e tributi: in Toscana prime richieste

Entro il 30 giugno le amministrazioni locali dovranno decidere se applicarla a Imu, Tari, multe e altri crediti affidati alla riscossione. A Firenze e Carrara prime richieste di adesione. Il rebus dei Comuni al voto

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La rottamazione quinquies si allarga agli enti locali e ora saranno i Comuni a dover decidere se aderire oppure no alla definizione agevolata delle proprie entrate. È questa la vera novità contenuta nell’emendamento approvato alla Camera all’interno del decreto fiscale: non tanto l’estensione alle multe stradali – possibilità che era già prevista – quanto la facoltà per Regioni, Province e amministrazioni comunali di applicare una sanatoria ai crediti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Entro il 30 giugno 2026 ogni ente locale dovrà approvare una specifica delibera per scegliere se aderire alla misura. Solo in quel caso i contribuenti potranno accedere alla definizione agevolata delle cartelle relative ai tributi e alle entrate comunali.

Il nodo Toscana e i Comuni al voto

La partita si annuncia particolarmente delicata in Toscana, anche per il calendario elettorale: a Prato, Arezzo e Pistoia si voterà infatti il 24 e 25 maggio per il rinnovo delle amministrazioni comunali e i nuovi sindaci avranno pochissimo tempo per insediarsi, valutare l’impatto della misura sui bilanci e prendere una decisione. Non a caso l’Anci ha già chiesto una proroga dei termini almeno al 31 luglio per i Comuni coinvolti nelle elezioni amministrative, sostenendo che la scadenza del 30 giugno sia troppo ravvicinata per decisioni così complesse.

A Firenze e Carrara arrivano le prime richieste di adesione

Intanto in Toscana il tema è già entrato nel dibattito politico. A Firenze i consiglieri di Lista Civica  Schmidt, Paolo Bambagioni e Massimo Sabatini, insieme a Alessandro Draghi di Fratelli d’Italia hanno chiesto all’amministrazione di aderire alla rottamazione delle entrate locali per consentire ai cittadini di regolarizzare vecchie cartelle relative a Imu, Tari e sanzioni amministrative senza il peso di interessi e maggiorazioni.

Una richiesta analoga è arrivata anche a Carrara, dove il consigliere comunale Filippo Mirabella ha invitato l’amministrazione ad aderire alla misura, sostenendo che la definizione agevolata potrebbe rappresentare sia un aiuto per cittadini e imprese sia uno strumento utile per recuperare almeno una parte dei crediti difficilmente esigibili accumulati negli anni.

Il precedente di Pontedera

In Toscana esiste anche un precedente che viene guardato con attenzione da diversi amministratori. Nei mesi scorsi il Comune di Pontedera ha infatti approvato una propria definizione agevolata relativa ad alcune specifiche posizioni Imu e canoni patrimoniali. Non si trattava ancora della nuova rottamazione quinquies nazionale, ma di una misura autonoma prevista dalla normativa sulle entrate locali.

Un’esperienza che in molti considerano oggi una sorta di anticipazione di ciò che potrebbe accadere su scala più ampia con la nuova disciplina.

Cosa cambia rispetto alla rottamazione quater

Con la rottamazione quater potevano già rientrare nella definizione agevolata le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, comprese anche le multe stradali. Ma per i tributi comunali il quadro era molto più complesso. Molto dipendeva dal tipo di riscossione adottato dal singolo ente e dall’eventuale adesione a procedure locali autonome. Non esisteva una disciplina strutturata e generalizzata che coinvolgesse direttamente i crediti di Comuni e Regioni.

Con la rottamazione quinquies cambia quindi soprattutto l’impostazione: gli enti locali entrano esplicitamente nel perimetro della definizione agevolata e possono scegliere di applicarla alle proprie entrate affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2023. È questo il vero salto della nuova norma, che punta a estendere in modo più organico la sanatoria anche ai crediti locali accumulati negli anni. L’altra differenza sostanziale è che viene prolungato al 31 dicembre 2023 il termine per i crediti rottamabili, rispetto al 30 giugno 2022 previsto dalla rottamazione quater.

La dilazione arriva fino a 9 anni (54 rate bimestrali di pari importo) e le regole di decadenza diventano più morbide. I benefici della misura si perdono dopo due mancati versamenti anziché uno, ma sono stati eliminati i classici 5 giorni di tolleranza per i pagamenti.

Quali debiti rientrano nella rottamazione 5

La rottamazione quinquies riguarderà quindi cartelle e ingiunzioni affidate alla riscossione entro il 31 dicembre 2023. Nel perimetro rientrano Imu, Tari, imposta di soggiorno, canoni patrimoniali, tariffe comunali e anche sanzioni amministrative, comprese le multe stradali elevate dalla polizia municipale.

Per i contribuenti il vantaggio sarà la possibilità di chiudere le pendenze pagando soltanto la quota capitale, senza interessi, sanzioni e oneri di riscossione. Nel caso delle multe resterà comunque dovuto l’importo originario del verbale, ma verranno eliminate le maggiorazioni maturate nel tempo.

Domande, rate e rischio decadenza

La misura non sarà automatica: i cittadini potranno aderire soltanto se il proprio Comune avrà deliberato l’ingresso nella rottamazione. Dal 15 settembre 2026 l’agente della riscossione metterà a disposizione le posizioni definibili e le domande potranno essere presentate online tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026.

Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure attraverso una rateizzazione fino a 54 rate bimestrali distribuite nell’arco di nove anni. Sulle somme rateizzate si applicherà un interesse del 3% annuo a partire dal febbraio 2027.

La definizione agevolata decadrà in caso di mancato pagamento della prima e unica rata prevista. Nel piano rateale si perderà inoltre il beneficio se non verranno pagate due rate, anche non consecutive, oppure l’ultima rata del piano. In quel caso il debito tornerà integralmente esigibile e quanto già versato sarà considerato soltanto come acconto. (em)

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