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15 maggio 2026

Fi-Pi-Li, si rifanno i viadotti: corsie chiuse e lavori notturni

Da sostituire i giunti di dilatazione. Il “cantiere” costerà 12,8 milioni. La delegata Emma Donnini: “Cercheremo di ridurre i disagi per gli automobilisti”

Carlo Pellegrino
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La strada che unisce il cuore della Toscana al mare è entrata in una stagione di interventi cruciali. Sulla Fi-Pi-Li già a fine estate si apriranno nuovi cantieri, con un obiettivo: limitare il più possibile i disagi – inevitabili, quando si lavora su una strada aperta – per le decine di migliaia di pendolari che ogni giorno la percorrono tra buche profonde e rallentamenti infiniti. L’obiettivo del nuovo piano di manutenzione, che tra ammodernamento dei viadotti e del manto stradale prevede investimenti per 12,8 milioni, è duplice: garantire la sicurezza di un’arteria nata strutturalmente fragile e limitare il calvario di chi viaggia, modulando i cantieri in base ai flussi di traffico.

La regia della Città Metropolitana

Nonostante la proprietà sia della Regione Toscana, la gestione operativa della superstrada fa capo alla Città Metropolitana di Firenze, attraverso l’affidamento all’azienda Avr spa con un contratto di Global Service. Emma Donnini, sindaca di Fucecchio e consigliera delegata alla Fi-Pi-Li della Città Metropolitana, spiega come la programmazione dei lavori sia stata studiata per colpire il meno possibile la fluidità della circolazione.

«La Città Metropolitana di Firenze gestisce una proprietà della Regione Toscana – spiega Donnini – È importante sottolineare che siamo operativi e, con l’ultimo accordo che si sta profilando con la Regione, avremo anche risorse per interventi immediati di manutenzione ordinaria. Dove il traffico non è eccessivo, come sul ramo livornese, procediamo su una corsia alla volta lavorando di giorno con restringimenti. Altrove, invece, faremo i lavori in orario notturno, come già fatto in molte altre occasioni – per esempio con il viadotto sulla A1 a Scandicci o con il ponte dei Navicelli – montando il cantiere alle 20 e smontando alle 6: dobbiamo garantire la sicurezza senza danneggiare strade già sotto stress». Una decisione che riguarda sia i viadotti, sia l’asfalto.

Focus viadotti: l’ingegneria dietro i giunti di dilatazione

Il primo capitolo riguarda la manutenzione dei viadotti: il piano 2026-2027 prevede un investimento di 8,8 milioni di euro. Non si tratta di semplice asfaltatura, ma di interventi complessi volti alla sostituzione dei giunti di dilatazione termica, componenti fondamentali per la stabilità e la flessibilità delle strutture. Nello specifico, le operazioni comprendono il rifacimento dei massetti di transizione e la posa di resine di ancoraggio. È prevista inoltre l’installazione di nuovi elementi a pettine in acciaio o in gomma armata, a seconda della struttura. Gli interventi comprendono anche il ripristino dell’impermeabilizzazione della soletta e il rifacimento degli strati di binder e del tappeto d’usura, necessari a proteggere l’impalcato dalle infiltrazioni d’acqua.

I lavori seguono una scala di priorità rigorosa. Già assegnato, ma non ancora iniziato, l’intervento da due milioni di euro sul viadotto Tora, il primo in calendario: i lavori inizieranno a settembre. Poi il testimone passerà al viadotto Crespina, con un cantiere da ottocentomila euro, già nelle prossime settimane. A seguire, il piano toccherà le strutture di Zannone, Isola e Orcina, utilizzando giunti in acciaio a pettine. Successivamente sarà la volta dei viadotti Margherita, Navicelli (che utilizzerà giunti a tampone) e Montecastello, terminando con Lavaiano. L’obiettivo è concludere entro il 2027.

La pavimentazione

Viadotti e non solo: c’è un piano da 4 milioni per l’ammodernamento del manto stradale. «In accordo con la Regione, con il presidente Giani e l’assessore Boni – ricorda Donnini – parliamo di manutenzione ordinaria e straordinaria. Quando? Ci auguriamo il prima possibile». È ragionevole pensare, quindi, che anche di questi interventi si parlerà subito dopo luglio e agosto, i mesi da bollino rosso nei quali ai pendolari del lavoro si affiancano quelli del mare; aprire nuovi fronti su un’arteria già provata dal traffico sarebbe complesso. «Noi dobbiamo sempre garantire la sicurezza – aggiunge la consigliera delegata – per questo, anche per la pavimentazione, dove possibile i lavori saranno concentrati nella fascia oraria 22-6».

Verso il futuro: Toscana Strade e la terza corsia

Mentre la Città Metropolitana gestisce l’ordinario, all’orizzonte si profila la nascita di Toscana Strade, una società in house della Regione. Sarà questa nuova entità a occuparsi degli interventi strutturali più pesanti, come le mini terze corsie previste nel tratto fiorentino, e a gestire il possibile pedaggio per i mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate. «Con la Regione – conclude Emma Donnini – c’è piena sintonia in vista della costituzione di Toscana Strade: finalmente avremo un soggetto unico che sarà proprietario e al tempo stesso gestore della strada».

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Carlo Pellegrino

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