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11 marzo 2026

Plures sale al 98% di Publiacqua, Abf (Acea) liquidata con 122 milioni di euro

Il Tribunale Civile di Firenze respinge il ricorso del socio privato contro il diritto di acquisto della partecipazione.

Leonardo Testai
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La multiutility Plures sale al 98% di Publiacqua, gestore del servizio idrico integrato della Toscana centrale: il Tribunale civile di Firenze ha definito il contenzioso da tempo in atto, promosso da Acque Blu Fiorentine, socio privato partecipato da Acea e titolare del 40% di Publiacqua, rigettandone le domande. La decisione del Tribunale, di fatto, agevola il percorso verso la ripubblicizzazione del servizio idrico voluto dai Comuni della Toscana centrale.

Un’operazione da 122 milioni di euro

La sentenza, spiega Plures, ha accertato l’avvenuto trasferimento ad Alia Servizi Ambientali (oggi Plures) della partecipazione detenuta da Acque Blu Fiorentine, società veicolo controllata da Acea in Publiacqua, pari al 40% del capitale sociale, e ha condannato il socio privato a porre in essere gli adempimenti esecutivi necessari al perfezionamento del trasferimento della partecipazione a favore di Plures, a fronte di un corrispettivo di circa 122 milioni di euro determinato nel corso del procedimento.

I rapporti tra i soci di Publiacqua sono stati regolati per molti anni da un patto parasociale scaduto il 26 giugno 2021. L’articolo 9 del patto prevedeva che, in caso di stallo, ossia dell’impossibilità di assumere decisioni su temi strategici, necessitanti per statuto di maggioranze qualificate, verificata a livello assembleare o consiliare in due occasioni successive, i soci pubblici avrebbero avuto il diritto di acquistare la partecipazione del partner Acque Blu Fiorentine, e questo l’obbligo di venderla, al prezzo concordato o stimato da un esperto.

Lo stallo e la mossa di Alia

Nella primavera del 2021 la parte pubblica ha proposto l’approvazione di un piano strategico finalizzato alla trasformazione di Publiacqua in una multiutility, piano “osteggiato dal socio privato – si legge nella sentenza – per motivi sia procedurali (per l’asserita violazione di un obbligo di previa consultazione con Abf sancito dall’articolo 8 del patto) che sostanziali (dacché esso avrebbe comportato una forte riduzione o abolizione dei diritti statutariamente riconosciuti al partner; ne è seguita la convocazione di una serie di adunanze del Cda e di assemblee per approvare il protocollo, tutte senza esito.

Il 26 giugno la newco Acqua Toscana Spa, costituita da alcuni Comuni e da Consiag tramite conferimento in essa delle loro partecipazioni a Publiacqua, ha comunicato ad Abf, a nome dei soci pubblici, un atto ricognitivo dello stallo verificatosi, riservandosi l’esercizio del diritto di opzione previsto dall’articolo 9 del patto. Il 20 dicembre Acqua Toscana ha comunicato ad Abf l’acquisto delle sue azioni da parte dei doci pubblici, con invito a presentarsi davanti al notaio per la formalizzazione del passaggio di proprietà, invito al quale Abf non ha dato seguito.

La decisione del Tribunale

In sintesi, il Tribunale ha dato torto ad Acque Blu Fiorentine perché ha ritenuto, in primo luogo, che lo stallo previsto dal patto parasociale si sia effettivamente verificato; quindi, che l’opzione di acquisto esercitata da Acqua Toscana fosse valida e correttamente esercitata; infine, che non vi sia stato abuso della maggioranza né violazione di un diritto di prelazione in favore di Abf, con conseguente infondatezza di tutte le sue domande.

La sentenza ha anche disposto il pagamento in favore di Plures di 8 milioni di euro a titolo di restituzione dei dividendi di Publiacqua indebitamente percepiti dal socio privato dall’esercizio dell’opzione; in attuazione della decisione del Tribunale, “la società provvederà nei prossimi giorni – afferma Plures – a porre in essere gli adempimenti necessari per dare esecuzione al disposto del Giudice, secondo le modalità e i criteri già individuati nel procedimento”.

Perra e Irace esultano: “Rafforziamo la multiutility”

Secondo il presidente di Plures Lorenzo Perra e l’amministratore delegato Alberto Irace la sentenza “rappresenta oggi un passaggio importante perché consente di proseguire con maggiore chiarezza lungo il percorso di rafforzamento della multiutility e di sviluppo dei servizi pubblici sul territorio. Il nostro impegno resta quello di continuare a lavorare, insieme ai soci e alle comunità locali, per consolidare un progetto industriale capace di garantire investimenti, qualità dei servizi e sostenibilità nel lungo periodo. Se oggi questo è possibile – sottolineano – è grazie al progetto multiutility che ha creato una realtà solida come Plures, capace di riportare l’acqua ad una gestione interamente pubblica. In questi anni il contributo di Acea è stato importante e la ringraziamo per il lavoro svolto, auspicando che possano esserci anche in futuro occasioni di collaborazione su progetti condivisi”.

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Leonardo Testai

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