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09 giugno 2026

Mps, dalla Toscana un fronte per difendere occupazione e identità. Giani: «No all’incorporazione»

Il presidente della Regione si schiera contro le ipotesi di smembramento della banca e spostamento della direzione. Preoccupati anche i sindacati.

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Sul futuro del Monte dei Paschi di Siena la Toscana fa sentire la propria voce. Mentre il risiko bancario entra in una fase decisiva, istituzioni e sindacati scendono in campo per chiedere che qualsiasi operazione salvaguardi identità, occupazione e radicamento territoriale della banca senese.

A prendere posizione è il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ribadisce la propria contrarietà a ipotesi di incorporazione dell’istituto in gruppi bancari più grandi. «Sono stato sempre scettico rispetto a prospettive che portassero Mps a una sua semplice incorporazione all’interno di grandi gruppi bancari nazionali», afferma. «Monte dei Paschi deve continuare a essere un soggetto forte, riconoscibile e radicato nel proprio territorio, capace di sostenere il tessuto produttivo, le piccole e medie imprese e le famiglie toscane».

Il governatore richiama anche la fase più delicata vissuta dalla banca. «Anche sei anni fa ci trovavamo di fronte a ipotesi di incorporazione e annullamento della sua identità. Riuscimmo ad evitarle e a costruire un istituto che oggi non solo cammina con le proprie gambe, ma è tornato ad essere determinante e per questo appetibile nello scenario italiano ed europeo».

Giani mette inoltre in guardia da operazioni che possano comportare lo spostamento dei centri decisionali fuori dalla Toscana. «Non possiamo ricadere in quei tentativi di incorporazione e sentire ipotizzato lo spostamento della direzione e del controllo dei suoi sportelli in un’operazione che potrebbe annullarne l’identità e svilire le capacità di management bancario».

Fisac Cgil: in ballo l’integrità della banca

Alle parole della Regione si aggiungono quelle di Fisac Cgil e Cgil Siena. «Il rischio, ancora una volta, è di non prendere in alcuna considerazione le lavoratrici e i lavoratori, i territori di radicamento, lo stesso tessuto economico e sociale del nostro Paese, della nostra Regione e della nostra città», affermano le organizzazioni sindacali.

Per i sindacati la posta in gioco riguarda direttamente il futuro del territorio. «È in ballo l’integrità stessa dell’istituto, presupposto indispensabile per il rilancio e lo sviluppo della nostra provincia». Da qui la richiesta alle istituzioni di valutare ogni strumento utile alla tutela della banca, compreso il possibile ricorso ai poteri speciali del golden power.

Le segretarie generali della Fisac Cgil Siena, Cristina Pascucci, e della Cgil Siena, Alice D’Ercole, ricordano inoltre il contributo dei dipendenti al risanamento dell’istituto: «I lavoratori non sono oggetti d’inventario di cui poter disporre a piacimento per garantire lauti profitti alla finanza, ai banchieri e agli azionisti».

Intesa: noi in gara anche se ci sarà un’altra offerta

Sul fronte nazionale, intanto, Intesa Sanpaolo conferma la propria determinazione a portare avanti l’operazione. L’amministratore delegato Carlo Messina definisce quella promossa insieme a Unipol «l’unica vera offerta» e si dice convinto che abbia «elevate probabilità di successo». Il numero uno di Intesa lascia inoltre aperta la porta a un eventuale rilancio: «Rimarremmo in gara per Monte dei Paschi di Siena se ci fosse una controfferta». (em)

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