Le Terme Excelsior che dovrebbero essere acquistate dalla Regione Toscana
La selezione è alle battute finali. La Fondazione Turismo Montecatini Terme, costituita dal Comune poco più di un anno fa per aumentare la competitività, destagionalizzare l’offerta e creare un sistema integrato tra le attrazioni locali, sta scegliendo il destination manager cui affidare il compito di rilanciare il turismo della città termale. Il compenso previsto per l’incarico (100mila euro all’anno con contratto da dirigente del commercio) ha attirato 28 candidati, che ora si sono ridotti a tre (la short list): in pole position sembra essere Emma Taveri, 41 anni, di Brindisi, ceo di una società di consulenza nel marketing territoriale da lei fondata e membro del comitato scientifico del salone fiorentino Buy Tourism Online.
“Il sistema alberghiero di Montecatini lavora e investe”
Gi industriali invitano a far presto: “La città si doti del destination manager per governare sia la fase attuale che quella prossima – afferma in una nota Massimo Capecchi, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord (Prato, Pistoia, Lucca) – e per far sì che il sistema termale riacquisti un ruolo di nuovo centrale senza rinunciare alle competenze, alle relazioni, alle occasioni che gli imprenditori hanno acquisito dimostrando di saperlo fare”. Gli industriali rivendicano dunque l’esistenza di un sistema alberghiero che lavora e investe nonostante la crisi delle terme cittadine, grazie alla posizione strategica in cui si trova Montecatini, pur accogliendo “con favore” – scrivono – la proposta d’acquisto fatta di recente dall’imprenditore pratese Claudio Cardini (azionista del gruppo del turismo all’aria aperta Human Company partecipato dai colossi Hines e fondo Clessidra) per tre stabilimenti termali, abbinati alla costruzione di un nuovo albergo.
L’offerta avanzata per tre stabilimenti
I tre stabilimenti in questione – Salute, Redi e Leopoldine, quest’ultimo “ferito” dallo scavo delle piscine progettate dall’architetto Massimiliano Fuksas e mai completate – saranno messi all’asta nelle prossime settimane dal Tribunale di Pistoia, “costretto” a fare lo spezzatino del maxi complesso delle Terme di Montecatini dopo l’ammissione al concordato preventivo nel 2022 e dopo due aste a lotto unico andate deserte (la prima aveva come base 42 milioni di euro, la seconda 35,6 milioni).
Ecco tutte le offerte per i singoli immobili
Gli altri candidati all’acquisto di “pezzi” del complesso termale sono gli storici proprietari, Regione Toscana e Comune di Montecatini: la prima si è impegnata a rilevare – con una legge approvata nel 2022 per evitare il fallimento della società Terme di Montecatini spa – gli stabilimenti Regina, Excelsior e Tettuccio, tempio dell’architettura Liberty specializzato nella cura idropinica, per più di 16 milioni di euro; il Comune ha “opzionato” lo stabilimento Torretta per due milioni di euro; infine la Fondazione Caript si è detta interessata ad acquisire le Tamerici. Nei prossimi giorni (9 e 10 febbraio) saranno venduti pezzi minori del complesso termale: il Tribunale di Pistoia invita a presentare offerte migliorative per un fondo a uso commerciale (si parte da 37.500 euro), per il complesso ‘Serre calde Torretta’ (92mila euro), per l’immobile ‘La Casina’ (50mila euro) e per il complesso ‘Ex-latrine Fortuna’ (42mila euro).
Un puzzle difficile da comporre
Se tutti questi tasselli andranno al loro posto, il concordato preventivo potrebbe essere omologato e le Terme potrebbero avviare quel rilancio atteso da 30 anni. Anche se per gli enti pubblici resta la sfida di dare una destinazione agli edifici termali che sono intenzionati a comprare.
Silvia Pieraccini