Dimenticate il lusso democratico, l’affordable luxury, il lusso accessibile: la nuova conceria SanPietro, che sarà operativa tra pochi giorni a Ponte a Egola (San Miniato, Pisa), nel distretto conciario toscano, nasce con l’obiettivo di produrre pelli (di vitello) per le aziende di moda che fanno il lusso ‘vero’, nomi spesso meno famosi dei marchi appartenenti ai grandi gruppi internazionali ma posizionati su una fascia alta e altissima.
Meno quantità e più qualità
E’ una scelta che i fratelli Matteo e Giacomo Montanelli, 32 e 37 anni, terza generazione di una famiglia di conciatori (il padre anni fa ha venduto la conceria a un grande brand) e una buona esperienza alle spalle, hanno fatto a tavolino, studiando il mercato: “Vogliamo servire una nicchia, quella che produce il lusso ‘vero’, facendo meno quantità e più qualità”, spiega Matteo Montanelli.

Investiti diversi milioni di euro
Il fatto che due giovani cresciuti nel distretto conciario abbiano deciso di aprire una nuova conceria – prendendo in affitto il ramo d’azienda della conceria Alaska in crisi (con un contratto rent to buy), ristrutturando completamente lo stabilimento, acquistando nuovi macchinari e assumendo figure strategiche con un investimento di diversi milioni di euro – è già una rarità. Se poi si aggiunge che i due fratelli hanno intenzione di investire anche nella comunicazione, presentandosi come un’azienda che cambia l’immagine del “vecchio” conciatore chiuso e poco interessato agli aspetti estetici, il gioco è fatto. Venerdì 30 gennaio l’inaugurazione della conceria SanPietro sarà salutata con una grande festa.
A Lineapelle presentata la prima collezione
“Alla fiera Lineapelle, a Milano dall’11 al 13 febbraio, presenteremo la nostra prima collezione – spiega Matteo -. Per fare pelli destinate alle aziende di lusso non c’è da inventare niente, servono semplicemente persone qualificate che sappiano lavorare pellami di qualità, bisogna curare la materia prima e dare un servizio quasi sartoriale, che le concerie acquisite in questi ultimi anni dai grandi gruppi non riescono più a dare, perché hanno perso l’artigianalità. Le aziende a conduzione familiare nel distretto sono rimaste poche”.

Una startup che parte con un bagaglio di esperienza
Aver fatto una conceria bella, secondo i fratelli Montanelli, è “un messaggio positivo che diamo al settore”. Per adesso le persone assunte sono cinque – un tecnico di rifinizione, un tecnico di botte, un addetto ai rapporti con i clienti, un esperto di pelli grezze e una segretaria – ma il piano di sviluppo prevede di arrivare a 20-25 dipendenti entro tre anni. “Siamo una startup, ma che parte con l’esperienza e con un’azienda a ciclo completo”, conclude Matteo.
Silvia Pieraccini