14 aprile 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
menu
cerca
Cerca
Territorio

14 aprile 2026

Il caro-casa ostacola le imprese in Toscana: da Firenze l’idea di un’alleanza pubblico-privato

La Cgil mette a confronto i protagonisti: il fabbisogno abitativo spinge la richiesta di nuovi investimenti.

Leonardo Testai
Featured image

La carenza di alloggi a prezzi accessibili per lavoratori e studenti, in un contesto di quotazioni e canoni in ulteriore salita, sta impoverendo il territorio della Toscana, rendendo necessari investimenti pubblici sulla casa, con l’idea di un tavolo di confronto fra pubblico e privato: il convegno ‘La filiera della casa. Dalle emergenze alle opportunità di sviluppo’, organizzato da Fillea-Cgil e Cgil Toscana a Firenze, ha visto il sindacato a confronto con i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, alla ricerca di soluzioni condivise per l’emergenza abitativa da un lato, e il sostegno alla filiera di settore dall’altro, ora che la stagione dei bonus ristrutturazione e delle risorse del Pnrr è giunta ai titoli di coda.

Negli ultimi 10 anni, secondo un report presentato dal direttore del centro studi Cresme, Lorenzo Bellicini, la Toscana ha perso 80.000 abitanti, ma ha visto la nascita di 80.000 nuove famiglie. Le previsioni per i prossimi 20 anni indicano una perdita di altri 100.000-120.000 abitanti, ma un incremento di ulteriori 40.000-60.000 famiglie. Per dare risposta unicamente alle nuove famiglie, non includendo quelle con diritto all’Erp, in Toscana servirebbero investimenti per 11,2 miliardi di euro. “Tutti stanno virando sull’edilizia sociale, che però è difficile da definire e va definita in maniera intelligente”, ha osservato Bellicini, secondo cui “dobbiamo definire i redditi, fare le analisi sul mercato”.

“Cresce sempre di più il numero di lavoratori e lavoratrici – ha affermato nella sua relazione Alessia Gambassi, segretaria generale della Fillea-Cgil regionale – che non trovano un’offerta di abitazioni a costi compatibili con i salari. La carenza di immobili destinati agli affitti e i prezzi elevati frenano una mobilità sul territorio della forza lavoro, ostacolando l’incontro tra domanda e offerta”. Rincara la dose Bernardo Marasco, segretario generale della Cgil di Firenze, “una città in cui è impossibile oggi spesso lavorare e abitarci. Questo significa che c’è un’intera fascia di persone che sono costrette a uscire da questa città, producendo un impoverimento del territorio e di capacità delle imprese di trovare personale, di essere all’altezza delle sfide”.

Questo fenomeno, a giudizio di Marasco, “è particolarmente forte a Firenze, ma non è dissibile da tante aree metropolitane del nostro paese”, e non basta “regolamentare il processo di affitti brevi che introduce un tema di tensione abitativa sempre maggiore”, ma “soprattutto c’è bisogno appunto di grandi investimenti in politiche abitative. E qui arriva il problema, cioè noi in questo momento abbiamo una scarsità drammatica di investimenti pubblici e contemporaneamente una non facilissima intercettazione a fini sociali di fondi privati”.

Il tema è all’attenzione delle istituzioni: “Oggi gli affitti aumentano e lo stipendio diminuisce”, ha sottolineato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Abbiamo tantissimi lavoratori che arrivano sul territorio con un mercato degli affitti che è saltato sui nostri territori per varie motivazioni, e con investimenti sulle politiche pubbliche per l’abitare che è da tanto tempo che sono fermi”, ha attaccato la sindaca di Firenze Sara Funaro, che è anche delegata nazionale Anci per le politiche abitative: “E’ chiaro che se sui nostri territori non riusciamo a dare delle risposte da un punto di vista di politiche abitative, poi queste persone scelgono altri luoghi dove andare a vivere, e questo è un primo punto fondamentale di riflessione”.

Dal lato delle imprese della Toscana, la criticità sul versante casa è nota da tempo. “Noi chiediamo di poter trasformare zone industriali abbandonate per poter fare anche delle foresterie, abbiamo difficoltà ad assumere il personale perché non sappiamo dove alloggiarlo”, ha affermato Rossano Massai, presidente di Ance Toscana. Luigi Pino, presidente di Confapi Toscana, pensa a “strumenti che possano consentire ai lavoratori delle nostre aziende di poter beneficiare di agevolazioni dirette sotto forma di welfare per il contribuito agli affitti o alle rate del mutuo casa, cioè degli strumenti che possano passare anche attraverso una concertazione diretta tra parti sociali”. Giovanni Autorino, responsabile welfare di Legacoop Toscana, ha menzionato esperienze di cooperative sociali che stanno cercando di individuare immobili da destinare ad affitto calmierato per i propri dipendenti.

L’idea di un tavolo permanente tra pubblico e privato proposta da Nicola Perini, presidente di Confservizi Cispel Toscana – che raccoglie le undici aziende Erp della Toscana -, ha raccolto un ampio consenso tra i relatori ponendosi come via necessaria per superare la logica dell’emergenza e costruire soluzioni strutturali per l’abitare, con una regia pubblica capace di coordinare gli investimenti e le competenze dei privati in un quadro di trasparenza e programmazione decennale. “Credo che le aziende dell’Erp – ha detto Perini – possano diventare uno strumento da utilizzare sul tema dell’edilizia sociale, noi su questo siamo totalmente a disposizione. Credo che evidentemente su questo per primi ci debbano scommettere i Comuni, che sono i proprietari delle aziende”.

C’è poi un elemento di forte incertezza che non riguarda solo la Toscana, secondo il segretario generale della Fillea-Cgil nazionale Antonio Di Franco, ossia “il cosiddetto ‘Piano Casa’ del Governo, annunciato più volte ma mai concretamente presentato. Al momento, le uniche risorse certe a disposizione sono circa 950 milioni di euro, che conti alla mano basteranno forse a ristrutturare appena 15.000 alloggi popolari. E’ quindi necessario passare da un approccio ideologico a un piano concreto e operativo. L’emergenza abitativa è reale e dietro il tema della casa esiste un’intera filiera industriale che coinvolge circa 3 milioni di lavoratori: servono investimenti”.

Autore:

Leonardo Testai

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Territorio

14 aprile 2026

Porto di Livorno: litigi & ritardi sulla Darsena Europa (ma si rischia di perdere la faccia)

Leggi tutto
Territorio

14 aprile 2026

Scontro sulla nomina del prefetto di Livorno a commissario della Darsena Europa

Leggi tutto
Territorio

14 aprile 2026

Impossibile coltivare la vite in Toscana nel 2050 ma nasce un Sangiovese resistente alla siccità

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci