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10 luglio 2026

Grosseto-Siena, demolito un altro viadotto nei tre chilometri di lavori infiniti 

Otto anni dopo l’assegnazione e sei anni dopo l’inizio non si sa ancora quando sarà completato il cantiere.

Carlo Pellegrino
Il brillamento del viadotto

Il brillamento del viadotto

Un altro boato, un’altra nuvola di polvere e un nuovo capitolo tecnico che si aggiunge alla lunghissima storia della strada statale Grosseto-Siena. Sulla Due Mari, incubo della viabilità della Toscana del Sud, le ruspe continuano a muoversi, ma il contrasto tra lo spettacolo ingegneristico e i tempi biblici della burocrazia resta impietoso. Anas ha coordinato la demolizione controllata del vecchio viadotto San Lorenzo, nell’ambito del Lotto 4 (da Civitella Marittima a Lampugnano, in provincia di Grosseto). Per polverizzare i 167 metri della vecchia struttura in fase di ammodernamento sono serviti 89 chili di esplosivo, piazzati dall’impresa appaltatrice Ati Itinera Monaco e dagli specialisti di Nitrex. Si tratta del secondo abbattimento spettacolare in meno di tre mesi, dopo che a metà aprile era toccato al viadotto La Coscia subire lo stesso destino. 

Un lotto costosissimo

Questo intervento si consuma all’interno di un tratto lungo appena 2.840 metri tra gli svincoli di Lampugnano e Civitella. Il Lotto 4 è il segmento più breve dell’intero itinerario, ma da quasi otto anni è impantanato in un’odissea burocratica e tecnica. Il raddoppio di questi tre chilometri scarsi costa infatti 106 milioni di euro, pari a un prezzo record di oltre 37 milioni di euro al chilometro. Una cifra motivata dalla presenza di otto viadotti e due gallerie, ma che ad oggi si traduce in un imbuto perenne per la circolazione, soprattutto nei mesi estivi. I cambi di corsia e le deviazioni sui nuovi viadotti provvisori complicano sistematicamente i rientri degli automobilisti, registrando i picchi di caos più critici la domenica sera. 

Un altro momento della demolizione del viadotto

Un iter infinito

L’intera vicenda del Lotto 4 è iniziata il 20 dicembre 2018, quando l’assegnazione dei lavori è rimasta bloccata in una ragnatela di ricorsi giudiziari. La questione è diventata talmente intricata da spingere il Consiglio di Stato a coinvolgere la Corte Costituzionale per chiarire un conflitto tra il codice degli appalti e alcune norme ordinarie. Il pronunciamento della Consulta è poi diventato inutile a causa del fallimento, nell’autunno del 2019, dell’azienda aggiudicataria dell’appalto. I lavori sono stati così riassegnati alla seconda ditta in graduatoria, permettendo di arrivare al 17 settembre 2020 quando l’allora ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli ha dato simbolicamente il via ai lavori a tre giorni dalle elezioni regionali.

Ritardi su ritardi

Quel taglio del nastro non ha però sbloccato la situazione. Il cantiere ha proceduto con estrema lentezza per anni a causa delle difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali, degli effetti della pandemia e della necessità di modificare il piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo (Put), che ha di fatto paralizzato le attività fino al 2023. Ora, finalmente, si lavora, anche di notte. Quattro mesi fa, il 10 marzo, è stato aperto il traffico a doppio senso di marcia sul nuovo viadotto La Coscia. Questa struttura, composta da otto campate per una lunghezza di 475 metri in acciaio e calcestruzzo, presenta una piattaforma stradale con due corsie da 3,75 metri e banchine variabili fino a un massimo di 1,7 metri. Lo spostamento dei flussi su questa nuova opera ha permesso finalmente di liberare la vecchia carreggiata e avviare le demolizioni dei vecchi ponti, prima La Coscia e poi il San Lorenzo.

Tempi incerti

Quando sarà completato il raddoppio del lotto 4? L’ultimo aggiornamento di Anas parla di metà 2027, ma questa previsione appare ad oggi molto ottimistica, considerando che la nuova carreggiata è in fase di ultimazione (e ancora non si vede la fine) e che servirà anche un importante intervento di ammodernamento della vecchia carreggiata, provata da anni di traffico aggravato dai mezzi di cantiere. Non sta meglio il versante senese, in particolare il Lotto 9. In questo tratto, un maxi-appalto da 195 milioni di euro destinato al raddoppio di 11,8 chilometri tra Iesa e San Rocco a Pilli, Anas ha di recente completato il varo del nuovo viadotto sul fosso Ornate nei comuni di Sovicille, Murlo e Monticiano. L’opera, lunga 185 metri e divisa in tre sezioni, ha richiesto l’assemblaggio a terra e il successivo sollevamento con gru ad alta portata di travi metalliche alte fino a 3,7 metri, posizionate su piloni in cemento da tre metri di diametro. Il cronoprogramma complessivo ha subito un recente slittamento nelle comunicazioni ufficiali di Anas, spostando la scadenza per l’ultimazione di tutte le opere alla fine del 2027. Basterà un altro anno e mezzo di lavori? I dubbi restano.

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Carlo Pellegrino

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