Il viadotto aperto martedì sulla Siena-Grosseto
Prima o poi una buona notizia doveva arrivare. Così, dopo sette anni e mezzo, il famigerato lotto 4 della strada statale Grosseto-Siena regala finalmente un segnale positivo agli automobilisti. Anas ha infatti aperto al traffico il nuovo viadotto La Coscia, una delle opere chiave di questo tratto della Due Mari che per sette anni e mezzo ha messo a dura prova la pazienza di chi viaggia tra la Maremma e la città del Palio.
Meno di 3 chilometri ma un iter infinito
Sono appena 2.840 i metri che separano Civitella Marittima e Lampugnano: meno di tre chilometri, il lotto più breve dell’intero itinerario che collega Grosseto e Siena. Eppure è proprio qui che si è concentrata una delle vicende più travagliate dell’intera infrastruttura. Il raddoppio del tratto costa 106 milioni di euro, pari a circa 37,3 milioni al chilometro: una cifra record giustificata dalla complessità dell’intervento, che comprende otto viadotti e due gallerie.
I problemi iniziano il 20 dicembre 2018, quando l’assegnazione dei lavori rimane intrappolata negli immancabili ricorsi. Solo che stavolta la questione diventa talmente intricata da spingere il Consiglio di Stato a coinvolgere la Corte Costituzionale per chiarire un conflitto tra il codice degli appalti e alcune norme ordinarie. Il pronunciamento della Consulta, però, diventa inutile: nell’autunno del 2019 fallisce l’azienda aggiudicataria dell’appalto e i lavori vengono assegnati all’altra ditta che aveva partecipato al bando.
Finalmente si parte. Forse. Il 17 settembre 2020 — tre giorni prima delle elezioni regionali — l’allora ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli inaugura simbolicamente il cantiere. Un taglio del nastro che, almeno inizialmente, non porta fortuna. Il cantiere procede infatti con estrema lentezza. Prima le difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali, poi gli effetti della pandemia e la necessità di modificare il piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo (Put) finiscono per paralizzare i lavori per anni. Solo nel 2023 il cantiere finalmente si sveglia dal torpore.
Finalmente una buona notizia per gli automobilisti
Da martedì 10 marzo 2026 il traffico è stato deviato a doppio senso di marcia sul nuovo viadotto La Coscia, consentendo così l’avvio dei lavori di ammodernamento della carreggiata esistente. Il viadotto, ricorda Anas, è composto da otto campate per una lunghezza complessiva di 475 metri ed è stato realizzato con una struttura mista acciaio-calcestruzzo. La piattaforma stradale prevede due corsie da 3,75 metri ciascuna, una banchina da 1,75 metri e una seconda banchina variabile tra 0,5 e 1,7 metri a seconda del raggio di curvatura, per una larghezza complessiva compresa tra 9,75 e 10,95 metri.
Una volta completato l’intervento sulla carreggiata esistente, il nuovo viadotto diventerà la carreggiata in direzione Siena. Il lotto 4 interessa complessivamente un tratto di 2,8 chilometri e collega due tratti già ammodernati della strada statale 223 tra gli svincoli di Lampugnano e Civitella, in provincia di Grosseto. Il progetto prevede otto viadotti — quattro per senso di marcia — per una lunghezza complessiva di circa 1,8 chilometri, oltre a due gallerie (una da realizzare e una da adeguare) per un totale di 550 metri.
Ma restano ancora dubbi
Il completamento dei lavori resta previsto, secondo Anas, entro il primo semestre del 2027. La stessa scadenza riguarda anche il lotto 9 e la galleria di Casal di Pari, gli ultimi tratti della Grosseto-Siena ancora da trasformare in una vera superstrada a quattro corsie. Secondo le previsioni diffuse da Anas un anno fa, sarebbero servite ancora due estati di cantieri — quella del 2025 e quella del 2026 — prima di vedere completata l’infrastruttura che la Toscana meridionale attende da decenni. Ma il dubbio resta: sarà davvero l’ultima proroga o ci saranno nuovi ritardi? Più volte si è sperato che i disagi per gli automobilisti fossero alla fine.
A complicare ulteriormente la situazione si è infatti aggiunto uno degli inverni più piovosi degli ultimi decenni, come registrato dagli idrometri del Consorzio Lamma. Le precipitazioni hanno paralizzato i lavori per mesi, alimentando l’incertezza sui tempi. C’è poi un altro elemento da considerare: quando viene completato un nuovo tratto, la statale non diventa immediatamente a quattro corsie, proprio come si sta vedendo in questi giorni con il viadotto La Coscia. Il traffico viene deviato sul nuovo tracciato per consentire il risanamento — o, in alcuni casi, un ammodernamento più profondo — della carreggiata esistente. Un passaggio necessario, ma che inevitabilmente allunga i tempi.

La situazione del Lotto 9
Oggi i lavori proseguono anche sul lotto 9. L’intervento, dal valore complessivo di 195 milioni di euro, riguarda circa 11,8 chilometri tra gli svincoli di Iesa e San Rocco a Pilli, nei territori comunali di Sovicille, Murlo e Monticiano, in provincia di Siena. Il progetto prevede l’adeguamento a quattro corsie della statale 223 mediante la realizzazione di una nuova carreggiata affiancata a quella esistente.
L’opera include anche complanari di collegamento con la viabilità locale, tre svincoli a livelli sfalsati e quattro nuovi viadotti sul fiume Merse e sul fosso Ornate. Sono inoltre previste numerose opere accessorie: quattro sovrappassi, tre sottopassi, dodici attraversamenti dei corsi d’acqua, oltre all’adeguamento della carreggiata esistente e al monitoraggio ambientale durante tutta la durata del cantiere.
L’ultimo aggiornamento di Anas annunciava come quasi completati i piani di posa dei rilevati lungo gran parte del tracciato e in realizzazione le opere di sostegno con pali di grande diametro, diversi attraversamenti idraulici e le fondazioni delle principali opere d’arte, compresi i sovrappassi il cui varo è previsto entro la fine dell’anno. Durante i lavori, perché nei 63,6 chilometri tra Grosseto e Siena succede sempre qualcosa, sono emersi anche alcuni rinvenimenti archeologici, che hanno reso necessari scavi sotto la supervisione della Soprintendenza. Meglio comunque di come andarono le cose nell’ormai lontano 2001 quando, sul lotto 1 e a raddoppio appena iniziato, dagli scavi alle porte di Grosseto apparvero i resti di una villa romana che costrinsero gli ingegneri a progettare la prima di una serie di varianti in corso d’opera.

Il tunnel di Casal di Pari
Resta infine il cantiere della galleria di Casal di Pari. L’intervento, dal valore di 35 milioni di euro, riguarda la riqualificazione del vecchio tunnel, chiuso da otto anni (28 marzo 2018) al termine dei lavori per il raddoppio del maxi lotto 5-8 perché minacciato dalle fessurazioni: il traffico fu deviato totalmente sulla galleria appena costruita, a doppio senso di marcia.
I lavori prevedono la parziale demolizione del rivestimento in calcestruzzo esistente, la realizzazione di un nuovo rivestimento interno e l’installazione di impianti tecnologici e di sicurezza di ultima generazione: illuminazione a led, segnaletica luminosa, pannelli a messaggio variabile, colonnine sos e sistemi di rilevamento e spegnimento incendi. Al termine dell’intervento il traffico tornerà a scorrere su quattro corsie, due per senso di marcia, in continuità con il resto della tratta. Attualmente sono in corso i lavori per i rivestimenti definitivi della galleria in avanzamento verso Siena.
Tuttavia alcune difficoltà tecniche emerse durante la fase di demolizione per l’allargamento della sezione hanno fatto slittare il cronoprogramma, allungando i tempi di un anno. Anche per galleria e lotto 9, come per il lotto 4, secondo Anas la conclusione dei lavori è prevista entro il primo semestre del 2027. Nella migliore delle ipotesi 26 anni e 840 milioni (13,2 al chilometro) dopo.
Carlo Pellegrino