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31 gennaio 2026

Geotermia, nel 2027 partono le nuove centrali. Ecco come la Regione controllerà i tre miliardi di investimenti di Enel Green Power

Approvato dalla Giunta regionale il disciplinare che detta le regole per monitorare gli investimenti promessi dal gestore energetico. Ecco le tappe.

Silvia Pieraccini
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Rinnovo delle concessioni geotermiche per altri 20 anni, a fronte di tre miliardi di investimenti. L’accordo stretto un anno fa dalla Regione Toscana con Enel Green Power scatterà il 1 gennaio 2027 (salvo accoglimento dei ricorsi al Tar presentati da alcune associazioni ambientaliste), ma intanto la stessa Regione si attrezza per definire come e quando dovranno essere eseguiti i controlli sul piano pluriennale degli investimenti presentato dalla società energetica, che oggi gestisce 34 centrali situate in Valdicecina e sul Monte Amiata, nelle province di Pisa, Siena e Grosseto. La questione ha un’importanza strategica per la Toscana: la geotermia è la principale fonte rinnovabile, assicura il 33% del fabbisogno elettrico regionale (quasi 6 miliardi di kilowattora), fornisce calore che riscalda 13mila famiglie e sviluppa un turismo di nicchia da 60mila presenze all’anno.

Approvato il disciplinare per monitorare gli investimenti

Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha approvato il disciplinare per il monitoraggio degli investimenti di Enel Green Power. La delibera contiene l’elenco dei documenti che il concessionario dovrà fornire e le relative scadenze, le comunicazioni sull’entità delle risorse spese, sui livelli delle emissioni in atmosfera, sull’adozione di misure correttive in caso di mancato raggiungimento di un indicatore e sulle procedure da seguire (contestazione, tavolo di confronto, diffida), fino alla decadenza dalla singola concessione. Sugli obblighi del concessionario vigilerà una commissione di controllo formata da rappresentanti regionali dei settori Pianificazione e gestione geotermica, Cave e miniere, Autorizzazione unica ambientale (Aua), Sismica, Infrastrutture pubbliche nelle aree geotermiche e del settore Geotermia di Arpat. Si tratta, com’è evidente, di operazioni delicate che richiedono procedure dettagliate.

Revamping delle centrali esistenti e costruzione di tre nuove centrali

Il piano pluriennale presentato da Enel prevede 2.988 milioni di investimenti tra il revamping delle centrali esistenti, diretto a migliorare le performance ambientali, e la costruzione di tre nuove centrali geotermiche. Il cronoprogramma degli interventi fatto dalla società energetica per adesso abbraccia i primi quattro anni, dal 2027 al 2030, e prevede interventi di rinnovamento delle centrali esistenti e interventi minerari per recuperare il declino naturale dei pozzi. Quel cronoprogramma dovrà poi essere aggiornata ogni anno.

La potenza installata salirà da 916 Mw a 981 Mw

Le tre nuove centrali sorgeranno vicino a quelle esistenti, nelle zone tradizionali di attività geotermica, e porteranno la potenza installata dai 916 megawatt attuali a 981 megawatt: dei 65 Mw supplementari, 20 Mw saranno a Piancastagnaio, in provincia di Siena (la nuova centrale si chiamerà Pc6); 40 Mw a Santa Fiora, Grosseto (Bagnore 5); 5 Mw a Monterotondo Marittimo, Grosseto, dove Enel Green Power ha trovato finora meno vapore e dove sorgerà un impianto a ciclo binario. La prima centrale ad essere realizzata sarà quella di Monterotondo, per la quale è già stata rilasciata la valutazione d’impatto ambientale (Via); nel 2028-2029 toccherà a quella di Piancastagnaio e infine a quella di Santa Fiora.

Si attende l’esito dei ricorsi al Tar

Ora Regione e Enel attendono l’esito dei due ricorsi al Tar contro il rinnovo delle concessioni senza gara, presentati dalle associazioni Italia Nostra e Forum Ambientalista, dai Comitati e da singoli cittadini dell’area dell’Amiata, prima di procedere alla firma dell’accordo già raggiunto. Finora il Tar ha negato l’accesso ad alcuni atti della procedura che la Regione ha secretato, ma non si è ancora espresso nel merito.

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Silvia Pieraccini

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