I lavori sul viadotto Falciani della Firenze-Siena
Dopo lustri di buio, si vede finalmente la luce sul raccordo autostradale Siena-Firenze, 58 chilometri di passione per gli automobilisti della Toscana. I cantieri dei viadotti Falciani e Docciola, pesantissime criticità che hanno soffocato nel traffico la viabilità nella parte fiorentina del raccordo, saranno rimossi entro l’estate. È la svolta attesa da anni, poiché sul viadotto Falciani si lavora dal 2023, sul Docciola addirittura dal 2021.
Quella dei viadotti per Anas è una partita cruciale nel piano di ammodernamento dell’Autopalio. Dopo la tragedia del Ponte Morandi è stato intensificato il monitoraggio sulle strade statali. Logico che in un’arteria come il raccordo Siena-Firenze, realizzata tra gli anni Sessanta e Settanta, i viadotti in calcestruzzo fossero ormai giunti a quella fase del loro ciclo vitale nel quale può essere necessario un profondo risanamento.
Investiti 23 milioni dal 2021 a oggi
Gli investimenti, per la verità, non sono mancati, con interventi per 23 milioni su quattro viadotti dal 2021 in poi. Tra il km 32 e il km 33, a Poggibonsi, è in corso l’ammodernamento del viadotto Molinuzzo; tra il km 36.7 e il km 37.4 si lavora sul viadotto Fillinelle, nella zona di San Donato. E poi il lungo tratto tra il km 47.6 e il km 51, di fatto un unico cantiere di oltre tre chilometri a San Casciano Val di Pesa, che in realtà interessa sia il viadotto Docciola sia il viadotto Falciani.
Le proteste dei sindaci della zona
Avrebbero dovuto concludersi alla fine del 2024 e invece, ritardo dopo ritardo, i lavori sono continuati scatenando proteste di tutti i sindaci del Chianti, della Val d’Elsa e della Val di Pesa. Oggi, finalmente, si riaccende la speranza di una viabilità più scorrevole e sicura nel giro di qualche mese. Poi si concluderanno anche i lavori su Molinuzzo e Fillinelle e sarà completata la seconda parte del piano viadotti che aveva già portato al risanamento dei viadotti Terme e Bandini e che prevede ulteriori sette interventi per un investimento di 24 milioni nei prossimi anni.
Niente più buche e via lo spartitraffico centrale
Viadotti e non solo, perché l’altra macro-direttrice su cui Anas si è mossa è quella del risanamento profondo della pavimentazione su circa 25 chilometri, che ha finalmente eliminato il problema delle buche su quasi metà raccordo. Contestualmente è stato anche sostituito lo spartitraffico centrale, con la realizzazione di una nuova barriera in calcestruzzo di ultima generazione, progettata e brevettata da Anas: la Ndba (National Dynamic Barrier Anas), alta 1,20 metri, permette di contenere urti in caso di mezzi pesanti e multipli.

Nuovi pannelli e impianti di illuminazione adeguati
Sono stati anche installati pannelli a messaggio variabile e nuova segnaletica verticale, ripristinati sovrappassi e sottopassi, adeguati gli impianti di illuminazione delle gallerie Fontebecci e Acquacalda sulla strada statale 674, la tangenziale Ovest di Siena che confluisce nel raccordo.
Quando arriveranno nuove risorse gli interventi potranno interessare anche il resto del raccordo, una strada vecchia di sessant’anni, che non era stata pensata per sopportare i volumi di traffico ai quali oggi è sottoposta e che l’hanno resa così vulnerabile e soggetta a continui interventi strutturali.
Da qui l’idea di un piano definitivo che potrà – prima o poi, con buona pace degli automobilisti attesi da altri anni di cantieri e di disagi – consegnare al territorio un’arteria più adeguata. Era il massimo che si potesse fare, dopo aver preso atto che non esisteva la possibilità di un tracciato alternativo su cui costruire una nuova superstrada.
Carlo Pellegrino