Dopo lo stop (tecnico) all’emendamento al decreto Milleproroghe per la permanenza a Piombino del rigassificatore Italis Lng di Snam, annunciato ma poi non messo ai voti in commissione Bilancio alla Camera, il governo scende in campo con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che di passaggio in Toscana – era ospite del Forum in Masseria di Bruno Vespa alle Terme di Saturnia – non si nasconde di fronte alle domande sul destino della nave di rigassificazione. “Al momento va prorogato – ha detto, a margine dell’evento -, perché non c’è soluzione alternativa pronta. Vedremo nei prossimi mesi il percorso”.
L’emendamento che portava le firme di due deputati di Forza Italia (il partito del ministro) prevedeva per ogni rigassificatore con l’autorizzazione in scadenza nel 2026, ma con un’istanza di rinnovo o proroga presentata – proprio il caso di Piombino – la possibilità di continuare “a operare sulla base dell’originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione”, dunque senza una scadenza definita o anche solo prevedibile. Tutto questo, recitava la proposta di emendamento, “allo scopo di assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale”.
Il comitato attacca: “I territori non si umiliano”
L’opposizione ai rigassificatori, secondo Pichetto Fratin, “è la moda del comitato, come ha detto giustamente il presidente Giani, che sta all’opposto della mia parte politica. Se non avessimo avuto il Tap, noi negli ultimi quattro anni avremmo dovuto stare due ore al giorno senza luce”.
Ancora prima delle dichiarazioni di Pichetto Fratin il Comitato salute pubblica di Piombino aveva ribadito il suo no alla proroga dell’autorizzazione per il rigassificatore: “Gli atti sanciscono tre anni di permanenza a Piombino della Fsru Italis. Noi con forza rivendichiamo ciò che ci spetta di diritto”. A parere del comitato “i territori si governano, non si umiliano”, e dunque “questo territorio pretende rispetto. Quale messaggio si darebbe al Paese, e soprattutto alla gente che ancora crede nel rispetto delle regole, se si approvassero norme in deroga a procedure vigenti a tutela della collettività?”. (lt)