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19 febbraio 2026

Rigassificatore di Piombino, a Roma salta il primo tentativo di legge per la proroga

L’emendamento di Forza Italia al Milleproroghe non viene messo in votazione in commissione: palla al governo.

Leonardo Testai
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La proroga della permanenza nel porto di Piombino del rigassificatore Italis Lng di Snam passerà molto probabilmente da un provvedimento legislativo, come previsto dagli osservatori più attenti, ma il primo tentativo per il momento è andato a vuoto. Un emendamento al decreto Milleproroghe, presentato da due deputati di Forza Italia – lo stesso partito del ministro Gilberto Pichetto Fratin – avrebbe dovuto essere messo in votazione in commissione Bilancio della Camera, fra i vari emendamenti presentati nell’ambito della conversione in legge del decreto. Tuttavia il testo “non è stato messo in votazione in quanto non ci sono stati i tempi tecnici”, spiega Roberto Pella, primo firmatario dell’emendamento.

Una proroga senza scadenza, per la sicurezza energetica

Secondo l’ultima revisione del testo si sarebbe trattato, di fatto, di una sorta di proroga “sine die” per il rigassificatore di Piombino. “Allo scopo di assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale – si legge -, gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in esercizio sulla base di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio, in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e per i quali, alla data del 30 giugno 2026, sia stata presentata un’istanza di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione, anche in altro sito, continuano a operare sulla base dell’originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento di finnovo, proroga o nuova autorizzazione”.

Si evince bene dalla parte finale del testo come l’emendamento fosse tagliato su misura per la situazione del rigassificatore di Piombino, per il quale non è mai stato ufficialmente escluso un trasferimento futuro altrove – poiché non ci sono più i tempi tecnici per un trasloco entro il termine dell’autorizzazione vigente: “Qualora sia prevista la realizzazione di opere per il mantenimento – si legge ancora – ovvero l’esercizio degli impianti di cui al primo periodo in altro sito, l’efficacia dell’autorizzazione originaria e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, è prorogata sino all’ultimazione delle opere medesime”.

Il Pd attacca anche Ferrari: “Silenzio incomprensibile”

L’emendamento salva-Italis sarà riproposto in altra sede? “Vediamo cosa deciderà di fare il governo”, sottolinea Pella, lasciando intendere che la partita non è affatto chiusa. Per il momento Pd e Avs esultano per quello che considerano uno scampato pericolo. “La Regione Toscana aveva fissato un limite chiaro di tre anni – dichiarano in una nota i deputati del Pd Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Marco Simiani e il consigliere regionale Pd Alessandro Franchi -, legato a un sacrificio straordinario chiesto alla città in una fase di emergenza energetica. Il tentativo della maggioranza di superare quell’intesa senza accordi e senza compensazioni adeguate è stato fermato grazie all’azione ferma e responsabile dell’opposizione. Resta grave aver provato fino all’ultimo a cambiare le carte in tavola”. Ed è “incomprensibile”, sostiene il Pd, “il silenzio del sindaco di Piombino” Francesco Ferrari, storico oppositore del rigassificatore.

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Leonardo Testai

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