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A quasi quattro mesi dalle elezioni regionali, il presidente Eugenio Giani cambia due pedine ai vertici operativi della macchina regionale, anche se i decreti con cui ha attuato l’operazione, consultabili fino a questo momento, non consentono di capire chiramente i passaggi seguiti.
Proroghe per tutti, conferme per alcuni
Con un decreto firmato il 18 febbraio scorso, Giani ha prorogato gli incarichi (in scadenza il 28 febbraio) a 12 direttori regionali “fino alla conclusione delle procedure di interpello interno” attivate per la copertura di quegli stessi posti. Ma il giorno seguente, il 19 febbraio, il presidente ha annunciato, attraverso un comunicato stampa, di aver confermato alcuni di loro: Paolo Giacomelli alla Programmazione e bilancio; Gianluca Vannuccini ai Sistemi informativi; Giovanni Massini alla Difesa del suolo; Enrico Becattini alla Mobilità e infrastrutture; Andrea Rafanelli alla Tutela dell’ambiente e energia (che però non figura nell’elenco dei 12); Michele Mazzoni alle Opere pubbliche; Aldo Ianniello all’Urbanistica. A questi si aggiunge Federico Gelli alla Sanità, prorogato solo fino al 31 agosto 2026. Nello stesso comunicato si annuncia anche la proroga del direttore generale Paolo Pantuliano fino a fine anno (quando andrà in pensione).
Il decreto ad hoc per il direttore Sanità
Gelli è stato oggetto di un decreto ad hoc, che motiva la proroga col fatto che l’interpello interno non ha dato alcun esito (non è pervenuta alcuna candidatura), e annuncia la sospensione della selezione e la continuazione del rapporto per permettere all’attuale direttore di “partecipare al Tavolo di verifica degli adempimenti istituito al ministero dell’Economia previsto per il prossimo 12 marzo”, e per “consentire il completamento delle misure di razionalizzazione della spesa conseguenti alle risultanze del
suddetto tavolo che necessitano una continuità rispetto a quanto fino ad oggi realizzato”.
Ecco i posti che verranno messi a bando
Sei dei 12 direttori che erano stati prorogati col decreto presidenziale del 18 febbraio – Albino Caporale alle Attività produttive, Elena Pianea alla Cultura e sport, Roberto Scalacci all’Agricoltura, Francesca Giovani all’Istruzione e lavoro, Giovanni Palumbo all’Organizzazione e personale e Paolo Tedeschi alla Competitività territoriale – non sono dunque stati confermati, secondo quanto affermato nel comunicato stampa del 19 febbraio. I loro posti saranno ricoperti da chi vincerà una selezione – segnala la nota – insieme con quello per guidare la nuova direzione “Valutazioni ambientali e autorità di audit”.
Chi può partecipare alla selezione
Significa che ora cambieranno sei direttori? No. Per alcuni di loro, come Paolo Tedeschi, Roberto Scalacci, Francesca Giovani e Giovanni Palumbo, la partecipazione a una selezione pubblica è richiesta dal fatto che non sono dirigenti di ruolo a tempo indeterminato della Regione, ma dirigenti a contratto (come Tedeschi, Scalacci, Giovani) oppure dipendenti regionali ma con una qualifica inferiore a quella di dirigente (come Palumbo). Questi quattro profili potranno partecipare di nuovo – come fatto in passato – alla selezione per direttore indetta dalla Regione, con buone probabilità di essere nuovamente scelti.
Chi è stato ‘sacrificato’
I direttori che invece sono già dipendenti regionali, e che non sono stati confermati da Giani, sono Albino Caporale, 63 anni, alle Attività produttive (l’assessorato guidato da Leonardo Marras) e Elena Pianea, 59 anni, alla Cultura (l’assessorato guidato da Cristina Manetti). La direzione Attività produttive è di particolare interesse delle aziende e delle loro associazioni rappresentative, che ora aspettano di sapere quale sarà il nuovo direttore. In estate – sulla base di quanto annunciato – cambierà poi la guida della Sanità, a fine anno il direttore generale della Regione. Nel 2027 la macchina regionale ricomincerà a funzionare a pieni giri.
Silvia Pieraccini