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19 giugno 2026

Liquidazioni giudiziali, Firenze seconda in Italia per smaltimento: clearance rate al 154%

Secondo l’Osservatorio Berry Sea la regione si colloca al terzo posto per procedure definite a livello nazionale.

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Nel primo quadrimestre 2026 il tribunale di Firenze si distingue come uno dei più efficienti d’Italia nello smaltimento delle liquidazioni giudiziali: 104 procedure definite a fronte di sole 41 nuove iscrizioni, con un clearance rate del 154%, secondo valore nazionale dopo Catania (261%) e davanti a Venezia (142%). I dati emergono dall’Osservatorio Berry Sea, realizzato da Berry Srl, che ha analizzato l’attività delle prime venti sezioni fallimentari per volume nel periodo gennaio-aprile 2026.

A livello nazionale le nuove liquidazioni giudiziali crescono dell’8% rispetto al primo quadrimestre 2025, passando da 3.258 a 3.526 procedure. Le chiusure delle procedure crescono però di più: +15%, da 4.151 a 4.757. Il risultato è un clearance rate positivo del 35%: il sistema giudiziario chiude più procedure di quante ne vengano aperte, con una riduzione delle pendenze complessive a 46.231, in calo del 3% rispetto al quadrimestre precedente e del 6% su base annua. In prospettiva storica, il miglioramento è ancora più evidente: nel primo quadrimestre 2019 le pendenze erano 82.739, quasi il doppio rispetto a oggi.

A livello regionale la Toscana si posiziona al terzo posto per procedure definite, con 417 chiusure nel quadrimestre, alle spalle di Lombardia (895) e Lazio (695), ma davanti a Campania (395) e Sicilia (377). Un dato che riflette la capacità del tribunale di Firenze di lavorare intensamente sullo stock pregresso, con un ritmo di smaltimento che supera di gran lunga il flusso in ingresso. Sul fronte opposto, quello delle nuove iscrizioni, la Toscana non compare tra le regioni con i volumi più elevati, che restano appannaggio di Lombardia, Lazio, Campania, Emilia-Romagna e Piemonte.

“L’incremento delle liquidazioni giudiziali nel primo quadrimestre 2026 può essere letto come il riflesso di un contesto ancora selettivo per molte imprese, in cui tensioni finanziarie, costi operativi e minore capacità di assorbire shock economici continuano a tradursi in nuovi ingressi in procedura”, ha dichiarato Giacomo Fava, Lead Artificial Intelligence Engineer presso Berry Srl. Fava ha però sottolineato che “il dato più significativo è la capacità del sistema giudiziario di chiudere più procedure di quante ne vengano aperte”, aggiungendo che “l’analisi territoriale mostra dinamiche molto differenziate: alcune sedi stanno recuperando con particolare intensità sullo stock pregresso, mentre altre restano esposte a volumi strutturalmente più elevati”. (lt)

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