L'incontro organizzato da Ance Toscana Costa, Ance Toscana e Ance Toscana Giovani.
Non più solo gestione dell’emergenza, ma una strategia strutturale che metta al centro la prevenzione, la semplificazione burocratica e la continuità dei flussi finanziari. Sono queste le richieste che i costruttori edili di Ance Toscana Costa, Ance Toscana e Ance Toscana Giovani hanno lanciato da Forte dei Marmi, durante il convegno “Il futuro è nelle nostre mani: azioni e strategie per la tutela del territorio”
L’evento, che segue l’appuntamento di Carrara del 2025, ha acceso i riflettori su una criticità che per la costa toscana e la provincia di Massa Carrara non è solo ambientale, ma anche economica.
L’iniziativa dei costruttori toscani nasce dall’esigenza di rafforzare il dialogo tra istituzioni, tecnici e imprese per affrontare in modo strutturale e continuativo le criticità di un territorio, come quello della costa toscana e della provincia di Massa Carrara, straordinario ma fortemente esposto a rischi idrogeologici.
La tutela del territorio come leva di competitività
Per le imprese dell’edilizia, la sicurezza del suolo è un prerequisito fondamentale per la continuità produttiva e la competitività dei distretti toscani.
“La tutela del territorio non è un tema settoriale, ma una questione trasversale che riguarda la sicurezza dei cittadini, la continuità produttiva e la competitività dei nostri territori”, ha spiegato Werther Cacciatori, presidente di Ance Toscana Costa. “Di fronte ai cambiamenti climatici e a eventi meteo sempre più intensi, non possiamo limitarci alla gestione dell’emergenza. È necessario un cambio di paradigma che metta al centro la prevenzione, la programmazione e una manutenzione continua e strutturata”.
“La fragilità del nostro territorio, accentuata dai cambiamenti climatici, non può più essere affrontata con la sola logica dell’emergenza: serve una programmazione di lungo periodo che garantisca continuità alle risorse e certezza alle procedure – ha sottolineato Rossano Massai, presidente di Ance Toscana -. Le imprese del settore delle costruzioni sono pronte a confermare il proprio ruolo di partner strategici delle istituzioni. Non siamo solo esecutori di lavori, ma portatori di innovazione e competenze tecniche indispensabili per realizzare interventi di messa in sicurezza che siano anche volano di rigenerazione e sviluppo economico per la Toscana”.
Scienza e dati al servizio della programmazione
Nel corso dei lavori dell’incontro organizzato dagli edili toscani sono emersi contributi tecnici cruciali per la futura pianificazione; perché quello richiesto dai costruttori di Ance Toscana Costa è un approccio operativo e strategico, che il convegno si è proposto di offrire mettendo a sistema competenze diverse, come quelle del professor Leonardo Disperati dell’Università di Siena – Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente –, che nel suo intervento su “La cartografia geotematica per la valutazione della suscettibilità da frane superficiali pluvio-indotte”, ha evidenziato come la Toscana settentrionale — e in particolare il versante tirrenico dell’area apuana — sia esposta a frequenti e diffusi fenomeni franosi indotti dalle precipitazioni intense. In quest’ottica, il docente ha sottolineato l’utilità di disporre di cartografie di suscettibilità regionalizzata, fondamentali per individuare in anticipo le aree più propense allo sviluppo di nuove frane.
Mentre Bernardo Gozzini -amministratore unico del Consorzio LaMMA -, nel suo intervento ha rilevato come la costa toscana rappresenta uno dei patrimoni ambientali, economici e sociali più importanti della nostra regione. E comprenderne le dinamiche significa costruire oggi la resilienza dei territori che dovranno affrontare le sfide dei prossimi decenni. Una carrellata dalla storia della costa e dai processi che l’hanno modellata nel tempo, all’oggi e ai sistemi di monitoraggio e agli strumenti digitali che consentono di misurare e comprendere i cambiamenti con una precisione senza precedenti. Fino al futuro e al tema dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento del livello del mare, per comprendere come utilizzare la conoscenza scientifica, i dati e le nuove tecnologie per supportare scelte più consapevoli nella pianificazione e nella gestione delle aree costiere.
Infine, Guido Lavorini – responsabile I.E.Q. BD Geologiche Geotematiche e Carg Regione Toscana -, nel suo intervento ha analizzato e offerto una panoramica sulle Banche Dati Geologiche di elevato dettaglio, soggette a periodico aggiornamento di cui è dotata la Regione Toscana, perché ha spiegato, “un quadro conoscitivo delle caratteristiche geologiche del territorio è la base di partenza sia per una corretta pianificazione che per la gestione delle emergenze”.
Un patto pubblico-privato per la resilienza
l messaggio emerso dalla tavola rotonda — che ha visto il confronto tra rappresentanti del Genio Civile, Consorzi di Bonifica e professionisti del settore — è chiaro: la resilienza della Toscana passa da un’azione coordinata. “Solo un’azione coordinata tra pubblico e privato può rendere il nostro territorio realmente resiliente”, ha concluso Andrea Biancolini (Ance Toscana Giovani), ribadendo la volontà dei giovani costruttori di trasformare la gestione del rischio idrogeologico in una strategia strutturale di lungo periodo. (redsb)