Nasce la Commissione istituzionale per l’analisi delle dinamiche di deindustrializzazione e degli effetti delle crisi industriali sul sistema produttivo della regione. Ad approvare – maggioranza – l’istituzione è stato il Consiglio regionale della Toscana
Il voto in aula a Firenze ha registrato una spaccatura sul fronte delle opposizioni, con il voto contrario di Marco Stella (Forza Italia) giunto al termine di un acceso dibattito politico incentrato sulle tempistiche di attivazione dell’organismo e sul livello di coinvolgimento delle diverse forze politiche.
Proposte operative entro la fine della legislatura
La nuova Commissione avrà un compito prettamente strategico e di indirizzo economico: dovrà elaborare proposte operative da sottoporre alla Giunta regionale, affinché vengano integrate negli strumenti di programmazione e negli atti di governo del territorio. L’organismo lavorerà inoltre in sinergia con le commissioni permanenti fornendo analisi e documentazione di supporto.
Sul piano della trasparenza e del monitoraggio, la Commissione è chiamata a rispettare una precisa tabella di marcia:
- Dovrà presentare una relazione intermedia sullo stato di avanzamento dei lavori all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale entro 30 mesi dalla sua entrata in carica.
- Dovrà consegnare la relazione conclusiva sulle attività svolte entro il termine dell’attuale legislatura.
Lo scontro politico in aula
Nonostante il via libera finale, il dibattito consiliare ha evidenziato forti attriti. Dal lato del centrodestra, Chiara La Porta (Fratelli d’Italia) ha espresso soddisfazione per la nascita della Commissione: Accogliamo con favore che la nostra richiesta, formalizzata anche durante il primo Consiglio regionale, abbia portato all’istituzione della commissione”, ha spiegato la consigliera di FdI. “Vorrei però dire con colpevole ritardo perché è passato quasi un anno dal nostro insediamento” e “nel frattempo anche la discussione sull’impianti dei rifiuti che rientra in questo ritardo” e “di mancanza di visione su come contrastare un fenomeno che attanaglia tutta l’Italia che è quello della deindustrializzazione”.
A replicare alle accuse sui tempi di gestazione è stato Simone Bezzini (Partito Democratico), che ha difeso il percorso politico parlando di una «lunga interlocuzione» necessaria per raggiungere una sintesi condivisa, data la necessità di una maggioranza qualificata prevista dal regolamento del Consiglio. “Sui ritardi abbiamo avuto una lunga interlocuzione” ha spiegato il consigliere Pd. “Abbiamo faticato tutti insieme per trovare una sintesi, perché il regolamento del Consiglio prevede una maggioranza qualificata”. “Questa commissione – ha aggiunto – potrà portare un contributo su tematiche importanti per lo sviluppo della Toscana, per la garanzia delle pari opportunità su territori, per dare ruolo al lavoro dei consiglieri”. “Alla fine nel confronto tra le propose differenti – ha concluso – c’è stato uno sforzo di ricerca della sintesi e di accoglimento di istanze dell’opposizione”.
Sul metodo di concertazione si è, invece, consumato lo strappo di Forza Italia. Il capogruppo Marco Stella ha giustificato il suo voto contrario lamentando il mancato coinvolgimento del suo gruppo nella sintesi finale. “Non avendo fatto parte di quel punto di sintesi come gruppo consiliare e non essendo stati coinvolti – ha spiegato Stella – riconoscendo l’importanza della commissione, mi sento di richiedere se sia possibile rinviare al prossimo consiglio l’istituzione della commissione, in modo da non rompere questo equilibrio e poter portare un contributo di idee e per continuare a camminare insieme sul livello istituzionale”. La richiesta di rinvio non è stata accolta. (redsb)
