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Industria

08 gennaio 2026

Concia: Volfoni triplica la produzione a San Miniato e costruisce il biodigestore per smaltire i sottoprodotti

Investimento milionario per la joint venture nata poco più di due anni fa da Volpi, Chanel e Campelli. Progetto che guarda alla sostenibilità ambientale.

Silvia Pieraccini
La sede della conceria Volfoni a San Miniato (Pisa)

La sede della conceria Volfoni a San Miniato (Pisa)

E’ arrivato il via libera ambientale della Regione Toscana al progetto milionario di sviluppo della conceria Volfoni di San Miniato (Pisa), nata nel 2023 dalla joint venture tra la famiglia di imprenditori locali Volpi, la conceria francese Tanneries Haas, che fa capo al marchio Chanel, e il commerciante umbro di pelli grezze Campelli (Chanel e Campelli hanno la maggioranza). Il progetto prevede la ristrutturazione dello stabilimento di San Miniato (una delle vecchie sedi del gruppo Volpi, ampliata con la vicina ex-conceria GB per un totale di 7.000 mq coperti) e la costruzione – che ora può finalmente partire – di un impianto di smaltimento unico nel distretto conciario pisano, destinato a qualificare l’operazione a forte sostenibilità ambientale.

Un biodigestore produrrà biogas, energia elettrica e acqua calda

Si tratta di un biodigestore che recupererà tutta la frazione organica dai sottoprodotti della conceria per produrre biogas, energia elettrica e acqua calda, sviluppato in collaborazione con l’azienda pisana Italprogetti, leader nella fornitura di attrezzature per le concerie. “Partendo da un progetto di ricerca si è passati all’industrializzazione, innovando non tanto le tecnologie ma il loro sistema di utilizzo – spiega Leonardo Volpi, direttore generale di Volfoni -. Il nostro impianto è totalmente nuovo, ed è stato costruito in funzione delle tecnologie che vogliamo applicare”.

Abbattere l’impatto ambientale

L’obiettivo è abbattere l’impatto ambientale, valorizzando i sottoprodotti e evitando di smaltire nel depuratore consortile. L’obiettivo è tanto più rilevante in quanto Volfoni si occupa solo della prima fase della concia, quella che trasforma le pelli grezze in wet blue (umide e di colore azzurro), stabilizzandole e preparandole per la riconcia, tintura e finitura: la fase wet blue, che qui interessa pelli di vitello e di agnello, è quella in cui l’impatto ambientale è più forte.

Un investimento “molto importante”

Volfoni è un terzista che lavora non solo per i propri azionisti, ma anche per altri clienti. Nel 2024 ha fatturato poco più di 1 milione di euro con una dozzina di dipendenti, che ora sono già saliti a 20 e aumenteranno ancora fino a una trentina col progetto di sviluppo autorizzato dalla Regione, che prevede un incremento della produzione da 10,5 a 31 tonnellate al giorno di pelli wet blue, attraverso l’installazione di dieci nuovi bottali. “A regime l’azienda avrà un fatturato tra i 10 e i 15 milioni – aggiunge Volpi – ma il nostro non è tanto un obiettivo di business, piuttosto è diretto ad abbattere l’impatto ambientale. L’investimento complessivo, tra ristrutturazione dello stabilimento e costruzione del biodigestore, è molto importante”. Il biodigestore sarà pronto entro la fine del 2026.

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Silvia Pieraccini

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