Va in Gazzetta Ufficiale – e dunque si appresta a entrare in vigore il 22 luglio – il Dpcm che definisce i nuovi criteri per la classificazione dei Comuni montani: criteri più stringenti, che in Toscana decretano un calo da 149 a 113 dei Comuni montani, 36 in meno. Non certo un titolo meramente onorifico: lo status consente l’accesso ai fondi nazionali come il Fosmit (istituito con la legge di bilancio 2022), ad agevolazioni fiscali e a deroghe sui servizi scolastici e sanitari. Secondo quanto affermato mesi fa dal governatore Eugenio Giani, il riordino può determinare fino a 8 milioni di euro in meno in termini di entrate.
Confrontando l’elenco puntuale dei 113 Comuni montani toscani post-riforma, contenuto nel Dpcm attuativo della legge 131/2025, con la precedente lista di 149 Comuni emergono infatti 39 esclusioni nette, a fronte di tre nuovi ingressi, tutti nella provincia di Siena: Pienza, Trequanda e Castellina in Chianti, prima non classificati come Comuni montani). Il coordinatore della Consulta della montagna di Anci Toscana, Luca Marmo parla di “brutta pagina”, perché “si sceglie di procedere con un impianto che rischia di spaccare in due la montagna italiana, relegando molti territori in un limbo di incertezza e attesa”.
Tutti i Comuni declassificati: più cancellazioni a Pisa e Livorno
I 39 Comuni toscani declassificati sono Castiglion Fiorentino, Cavriglia (Arezzo), Calenzano, Fiesole, Figline e Incisa Valdarno, Sesto Fiorentino (Firenze), Cinigiano, Civitella Paganico, Manciano, Massa Marittima, Monte Argentario, Monterotondo Marittimo, Pitigliano, Roccastrada, Scansano (Grosseto), Camaiore, Capannori, Lucca città (Lucca), Aulla, Montignoso, Podenzana (Massa Carrara), Buti, Calci, Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Pomarance, Volterra (Pisa), Campo nell’Elba, Capoliveri, Capraia Isola, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio, Sassetta (Livorno), Montemurlo (Prato), Montalcino, Montepulciano (Siena).
Rimane la via del Tar, imboccata in tutta Italia da decine di Comuni montani declassati: “I provvedimenti sono già contrastati in sede di giustizia amministrativa con contestazioni molto fondate”, afferma Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino e presidente della Provincia di Perugia, vicepresidente nazionale di Ali e coordinatore del gruppo di lavoro sulle aree interne dell’associazione. “La perdita dello status di Comune montano – sostiene – produce conseguenze concrete sull’accesso ai finanziamenti, sugli incentivi alle imprese, sulle politiche di residenzialità e sui servizi essenziali, in particolare scuola e sanità. Ciò aggrava una questione nazionale che era già un’emergenza, quella della crisi delle aree interne e montane“.
Leonardo Testai
