Federico Albini, presidente della sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Toscana Nord
Basta con gli aiuti a pioggia contro il caro carburanti, che assorbono miliardi di risorse pubbliche senza produrre effetti duraturi. Sì, invece, a interventi selettivi concentrati sui settori maggiormente colpiti, a partire dall’autotrasporto e dalla logistica. È la posizione di Confindustria Toscana Nord, che accoglie con un «finalmente» il cambio di strategia annunciato dal governo per la fase successiva al 5 settembre.
A intervenire è Federico Albini, presidente della sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Toscana Nord, che parte dall’ultimo decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento proroga fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio, mantenendo uno sconto di 17 centesimi al litro, per un costo di circa 130 milioni di euro. Una misura utile per attenuare nell’immediato gli effetti del caro carburante, secondo Albini, ma insufficiente ad affrontare un problema destinato a durare.
«Oltre 2,7 miliardi senza effetti duraturi»
La critica di Confindustria Toscana Nord riguarda soprattutto la strategia seguita finora. «Si tratta del tredicesimo decreto all’attivo e di oltre 2,7 miliardi di risorse spese, di cui non abbiamo sinceramente percepito effetti duraturi», sostiene Albini. Da qui la richiesta di abbandonare quelle che il presidente della sezione Trasporti e Logistica definisce «misure tampone», il cui effetto viene progressivamente vanificato dall’aumento dei prezzi, per passare a politiche più strutturali.
Il problema resta del resto pesante. Ad agosto il prezzo medio nazionale self service viaggia intorno ai due euro al litro per la benzina e sopra i 2,10 euro per il gasolio. La rilevazione Mimit del 23 agosto indicava rispettivamente 2,010 e 2,130 euro al litro. Rispetto all’estate 2025, un pieno da 50 litri costa circa 14 euro in più per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel.
La svolta selettiva: «Finalmente»
È quindi il cambio di impostazione annunciato per le prossime settimane a trovare il consenso degli industriali. Il governo ha indicato l’intenzione di passare, dopo l’attuale proroga, a interventi selettivi rivolti sia alle fasce di reddito più deboli sia ai comparti economici maggiormente esposti all’aumento dei carburanti. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha richiamato espressamente le esigenze dell’autotrasporto e della logistica.
«Da rappresentante della categoria devo dire finalmente», afferma Albini. «Finalmente si è compreso che gli aiuti a pioggia sono forse popolari ma certamente inutili; finalmente si è capito che la crisi sarà lunga e ben lontana dall’essere superata, per cui va gestita con misure strutturali e ben ponderate».
Dal distributore al carrello della spesa
Per Confindustria Toscana Nord, concentrare gli interventi sull’autotrasporto significa agire non soltanto sui conti delle imprese del settore, ma anche sull’inflazione. Il costo del trasporto merci finisce infatti per trasferirsi lungo la catena distributiva fino al prezzo pagato dal consumatore. «Finalmente si riconosce che il trasporto delle merci incide in maniera determinante sul costo della vita: dal caro distributore al caro carrello della spesa il passo è molto più breve di quello che si creda», sottolinea Albini.
Il settore beneficia già di un credito d’imposta per compensare l’aumento del costo del gasolio, con risorse complessive portate ad agosto a oltre 364 milioni di euro. Ma la richiesta degli industriali è che la scelta di concentrare le risorse sulle categorie più esposte diventi la linea da seguire anche nei prossimi interventi.
«La spirale inflattiva è in questo momento la principale emergenza del Paese», conclude Albini. Le risorse disponibili sono limitate e, secondo Confindustria, devono quindi essere utilizzate concentrandole dove possono produrre gli effetti maggiori: «Speriamo che la strada annunciata dei tagli selettivi venga percorsa con decisione, con visione lungimirante e concreta». (redcm)
