Il biglietto del trasporto pubblico locale in Toscana aumenta: dall’1 agosto la tariffa per una singola corsa a bordo dei bus di Autolinee Toscane e della tramvia di Firenze passerà da 1,70 a 2 euro, un incremento del 17,6% che non riguarderà invece i treni regionali. L’annuncio è arrivato oggi dal presidente della Regione Eugenio Giani, che ha ricondotto la decisione agli obblighi contrattuali. Salvi almeno in parte gli studenti under 26, che non avranno alcun aumento dell’abbonamento a livello regionale sull’extraurbano, misura di cui si fa carico la Regione stessa. Chi ha un abbonamento sull’autobus, infine, potrà rateizzarlo in quattro rate.
Il nodo del contratto e i numeri della Regione
“Dopo tre anni – ha affemato Giani – si passa a due euro, del resto dopo tre anni di aumento del costo della vita, dell’indice Istat con l’inflazione che ben comprendiamo, la guerra, il carburante, non potevamo fare altro che prendere atto di quello che è contenuto in un contratto che per 12 anni è sottoscritto prima che io potessi diventare presidente della Regione”. Giani ha lasciato uno spiraglio per una revisione al ribasso: “Il 21 luglio faremo una conferenza dei servizi, chiederemo ai Comuni un contributo maggiore per tenere le tariffe più basse”. Se arrivassero risorse aggiuntive, ha detto il governatore, il prezzo potrebbe scendere “a 1,8 o 1,9 euro“.
L’assessore ai trasporti Filippo Boni ha chiarito il meccanismo che ha portato all’aumento: “Dobbiamo adeguarci a quanto previsto in un contratto di servizio di dieci anni fa, che è in vigore, che dà alle aziende il diritto di adeguare ogni anno le tariffe all’indice Foi” ossia l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Ha però precisato che “la Regione Toscana, in linea di principio totalmente contraria all’aumento, in alcuni anni ha avuto le risorse per annullare completamente l’aumento delle tariffe coprendo l’adeguamento all’indice Foi con risorse proprie, in altri anni ha calmierato l’aumento”.
Giani apre un fronte con Comuni e Province
Peraltro, Giani ha ricordato che l’anno scorso la Regione ha stanziato 144 milioni per il Tpl, mentre “i Comuni e le Province nel loro complesso arrivano a 38 milioni“, con Firenze che ne investe circa 12. “Tra trasporto pubblico locale e sanità la Toscana ci mette mezzo miliardo di suo“, ha sottolineato il governatore, chiedendo uno sforzo maggiore a Comuni e Province. Ma per il momento la sindaca di Firenze Sara Funaro ha preso le distanze dalla decisione: “Siamo contrari all’aumento degli abbonamenti”, anche perché “quando ci sono decisioni che coinvolgono gli altri enti c’è la necessità di un confronto preventivo. Anci aveva scritto per chiedere un confronto sul trasporto pubblico, questo confronto ad oggi non c’è stato”.
Funaro ha ricordato l’investimento diretto di Palazzo Vecchio, replicando a distanza a Giani: “Il Comune di Firenze sul trasporto pubblico non mette 12 milioni, ma mette più di 31 milioni tra tramvie, trasporto su gomma e incentivi ai cittadini”. Sulla stessa linea la presidente di Anci Toscana Susanna Cenni e la sindaca di Barberino di Mugello Sara Di Maio, che chiedono “un’occasione per confrontarci sul tema”, evidenziando che “anche i Comuni vivono una situazione di evidente difficoltà sulla spesa corrente, avendo rispetto alla Regione meno strumenti e leve fiscali da poter attivare in caso di necessità”. I presidenti delle Province toscane hanno chiesto a loro volta di “aprire una riflessione su come costruire una manovra equa” che tenga conto delle differenze tra il servizio urbano fiorentino, gli urbani dei capoluoghi e il trasporto extraurbano.
Consumatori e centrodestra all’attacco
Federconsumatori Toscana, con la presidente Laura Grandi, ha chiesto trasparenza: “Ancora una volta si rischia di chiedere un sacrificio economico agli utenti senza un adeguato confronto pubblico e senza garanzie certe sui miglioramenti del servizio”. Più dura la critica dell’Aduc, con il presidente Vincenzo Donvito Maxia che ha contestato il calcolo stesso dell’aumento: “Il livello di inflazione attuale è al 3,2%. Se consideriamo il 3,2% Istat, l’aumento del biglietto dovrebbe essere di questa percentuale, cioè poco più di 5 centesimi”, arrotondabile a 1,80 euro, “non certo a 2”.
Le opposizioni in Consiglio regionale della Toscana hanno alzato la voce: i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno definito l’aumento “la fotografia di una situazione chiaramente sfuggita di mano” e annunciato un’interrogazione, parlando di “ennesimo atto di sudditanza di Giani & C. nei confronti di una multinazionale straniera, a fronte di nessun investimento e nessun miglioramento del servizio”. Un riferimento ad Autolinee Toscane, controllata dal gruppo francese Ratp. La deputata di Forza Italia Chiara Tenerini ha riconosciuto l’esenzione degli under 26 sull’extraurbano come “elemento positivo”, ma ha chiesto alla Regione “quali interventi concreti intenda mettere in campo per migliorare qualità, puntualità, copertura territoriale e affidabilità del servizio“.
Leonardo Testai