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28 maggio 2026

Banca di Cambiano sceglie come socio un gruppo cooperativo (nove anni dopo il niet)

Gli unici due pretendenti all’ingresso nel capitale sono Iccrea e Cassa Centrale. Sostituita la governance spazzata via da Bankitalia.

Silvia Pieraccini
La sede fiorentina di Banca di Cambiano

La sede fiorentina di Banca di Cambiano

Nel 2017, quando scattò la riforma delle banche di credito cooperativo e nacquero i gruppi nazionali Iccrea e Cassa Centrale, Banca di Cambiano fu l’unica in Italia a non aderire a nessuno dei due raggruppamenti e a trasformarsi in società per azioni.

Sono rimasti in lizza Iccrea e Cassa Centrale

Nove anni dopo, si affaccia un destino beffardo: il futuro socio di minoranza di Banca di Cambiano, destinato ad acquisire tra il 10 e il 20% del capitale, sarà Iccrea o Cassa Centrale. I due gruppi bancari cooperativi sono infatti gli unici rimasti nella ‘short list’ dell’advisor Rotschild dopo il ritiro della società assicurativa Athora che aveva manifestato interesse. La presentazione delle offerte vincolanti è stata posticipata dal 3 al 20 giugno prossimo, dopodiché il nuovo consiglio di amministrazione di Cambiano – che sarà nominato nell’assemblea dell’istituto bancario fissata per il 12 giugno – si prenderà alcune settimane per valutare le proposte.

L’ispezione della Banca d’Italia ha censurato la governance

La “rivoluzione” che segnerà l’ingresso di un socio in Banca di Cambiano arriva dopo l’ispezione della Banca d’Italia che, tra febbraio e giugno 2025, ha rilevato una governance troppo vicina al territorio e alla politica locale, e dunque poco adatta alle funzioni e alle decisioni strategiche che una banca oggi deve prendere per rispondere ai (più) rigidi criteri di trasparenza e rendicontazione.

Il presidente Regini lascerà tra pochi giorni

Il direttore generale Francesco Bosio, in carica da 26 anni, si è dimesso nel dicembre scorso insieme con tre amministratori (su sette) e con l’intero collegio sindacale; il presidente Paolo Regini, anche lui al vertice da 26 anni e con un lungo curriculum che comprende sindaco di Castelfiorentino, amministratore delegato di Publiservizi, presidente di Publiambiente, presidente di Alia, ruoli di manager in tante società toscane a partecipazione pubblica, lascerà tra pochi giorni, dopo l’approvazione del bilancio 2025 nell’assemblea del 12 giugno.

Banca d’Italia sta ‘valutando’ gli amministratori

Nella stessa assemblea saranno nominati anche i quattro amministratori in scadenza: due dovrebbero essere confermati, altri due saranno sostituiti con nomi “approvati” da Banca d’Italia (che non si è ancora espressa) e all’interno dei quali sarà scelto, con tutta probabilità, il presidente.

44 filiali in Toscana e fuori

Per la “banchina” – come tutti la chiamano a Castelfiorentino (Firenze), dove è nata e da dove è partita l’espansione nel resto della Toscana – si apre una nuova stagione fatta di competenze commisurate ai ruoli e di relazioni trasparenti. Con 44 filiali nelle province di Firenze, Pisa, Pistoia, Arezzo, Lucca, Siena, Torino, Bologna e Roma, una raccolta complessiva superiore a 5,5 miliardi di euro al 30 giugno 2025 e impieghi per 2,7 miliardi, Banca di Cambiano vuol continuare a contare.

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Silvia Pieraccini

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