da sinistra il presidente di Banca Cambiano, Fausto Falorni; il presidente di Cassa Centrale Banca, Giorgio Fracalossi; il presidente di Ente Cambiano, Paolo Regini
Le firme sono state apposte oggi, 30 luglio: Banca Cambiano spa, controllata dalla società cooperativa Ente Cambiano, s’impegna a cedere il 15% al gruppo cooperativo Cassa Centrale Banca, sede a Trento, formato da 65 banche di credito cooperativo e casse rurali con 1.500 sportelli in Italia, attraverso un aumento di capitale riservato pari a 40 milioni di euro. L’azionista di controllo Ente Cambiano scenderà così dall’87 al 72% del capitale della banca. “E’ un giorno molto importante”, hanno sottolineato tutti i firmatari.
Rafforzamento patrimoniale e crescita tra gli obiettivi
L’ingresso di un nuovo socio porterà rafforzamento patrimoniale e – come hanno indicato tutte le parti – punta a spingere la crescita di Banca Cambiano, aumentando clienti (famiglie, Pmi, terzo settore) e business. “E’ una partnership industriale, Cambiano manterrà la propria autonomia e continuerà a fare la banca del territorio”, hanno ribadito i firmatari. Cassa Centrale esprimerà due membri su nove nel consiglio di amministrazione di Cambiano.
Ecco i prodotti e i servizi portati da Cassa Centrale
Cassa Centrale porterà nei 44 sportelli di Banca Cambiano (aperti nelle province di Firenze, Pisa, Pistoia, Arezzo, Lucca, Siena, Torino, Bologna e Roma) prodotti e servizi, tra cui gestione patrimoniale, credito al consumo, assicurazioni e altri prodotti finanziari. E porterà anche i servizi informatici, visto che finora Cambiano si appoggiava alla società empolese Cabel Industry, che nella primavera scorsa è stata acquisita dal colosso Accenture. Dunque i clienti di Banca Cambiano all’inizio del 2027 – quando l’operazione con Cassa Centrale si sarà perfezionata, dopo il via libera dell’Autorità di vigilanza – dovranno migrare sul sistema informatico del gruppo cooperativo trentino, usufruendo così dei suoi servizi digitali.
Il primo semestre 2026 supera le previsioni
“I nostri prodotti sono pensati per banche locali – hanno precisato i vertici di Cassa Centrale – e dunque si integreranno bene con la realtà di Banca Cambiano”. “Le nostre radici cooperative sono comuni”, hanno aggiunto i vertici della banca toscana, che ha annunciato di aver realizzato nel primo semestre 2026 un utile superiore alle previsioni (4,5 milioni contro 2,5 milioni attesi) e di voler cedere, entro fine anno, 50 milioni di crediti deteriorati (le coperture sono ancora inferiori alla media di settore). L’aumento della redditività è uno degli obiettivi da centrare.
Focus sulle quote di mercato lasciate libere da Mps
L’altro obiettivo, quello di aumentare i clienti, invece potrà contare – questa è la speranza dei soci – anche sulle quote di mercato che presumibilmente saranno lasciate “libere” da Banca Mps, sia nel caso in cui finisca nelle mani di Banca Intesa, sia nel caso in cui si allei con Bpm. “Non c’è dubbio che ogni filiale che loro chiuderanno aprirà delle opportunità per noi – ha detto il direttore generale di Banca Cambiano, Matteo Passini – ma ci sono diversi modi per occupare gli spazi che un concorrente lascia libero, non serve necessariamente aprire filiali. Le opportunità si creeranno di sicuro con le persone”. In pratica, Cambiano sta già ricevendo curricula di dipendenti Mps che si sentono in bilico e cercano nuovi posti di lavoro.
La rivoluzione accesa dall’ispezione di Bankitalia
Nonostante i sorrisi, le dichiarazioni concilianti e le promesse di lavorare al meglio insieme che hanno circondato la firma degli accordi d’ingresso, è certo che l’arrivo di un socio “esterno” sia una rivoluzione – e l’epilogo di una fase travagliata – per l’istituto di credito nato nel 1884 a Cambiano, una frazione del comune di Castelfiorentino (Firenze), col nome originario di Cassa Cooperativa di Prestiti e trasformatosi in società per azioni il 1 gennaio 2017. La strada della trasformazione in spa era stata scelta per non aderire a nessuno dei due gruppi cooperativi nazionali – Cassa Centrale e Iccrea – previsti dalla riforma del credito cooperativo.
L’ispezione della Banca d’Italia avvenuta nella primavera 2025 ha cambiato lo scenario, rilevando scarsa trasparenza nella gestione della banca per l’eccessiva vicinanza al territorio e alla politica locale e chiedendo discontinuità nella governance e apertura del capitale a un partner. Dopo l’arrivo di un nuovo direttore generale, appunto Matteo Passini, e la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione guidato dal neo presidente Fausto Falorni, l’advisor Rotschild ha scelto il socio, Cassa Centrale Banca presieduta da Giorgio Fracalossi. La corsa in realtà ha avuto solo due partecipanti: oltre a Cassa Centrale l’unico contendente rimasto in lizza era Iccrea, gruppo con cui il presidente di Ente Cambiano, Paolo Regini, azionista di controllo della banca che ha guidato come presidente per 27 anni (fino al giugno scorso), difficilmente si sarebbe potuto alleare per antiche divergenze di vedute.
Silvia Pieraccini
