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15 giugno 2026

Banca Cambiano riparte con i nuovi vertici: “Pronti a occupare gli spazi lasciati liberi da Mps”

Dopo l’ispezione di Bankitalia che ha imposto di cambiare direttore e presidente, ecco tutti i nuovi nomi e gli obiettivi.

Silvia Pieraccini
I nuovi vertici di Banca Cambiano: da sinistra Federica Paoletti, Fausto Falorni, Matteo Passini e il presidente di Ente Cambiano Paolo Regini

I nuovi vertici di Banca Cambiano: da sinistra Federica Paoletti, Fausto Falorni, Matteo Passini e il presidente di Ente Cambiano Paolo Regini

Comincia con propositi di crescita la nuova stagione di Banca Cambiano, principale istituto di credito indipendente della Toscana alla quale Banca d’Italia ha imposto – dopo un’ispezione – un rinnovamento della governance, ritenuta troppo vicina al territorio e alla politica locale e poco adatta a rispondere ai criteri di trasparenza.

“Mps perderà molta presa sul territorio toscano”

Il nuovo direttore generale Matteo Passini (scelto al posto di Francesco Bosio, rimasto in carica 26 anni), che arriva da Emilbanca Credito cooperativo (gruppo Iccrea) e ha maturato esperienza anche in Toscana alla Bcc di San Pietro in Vincio (Pistoia), ha messo subito le carte in tavola: “C’è da migliorare la redditività – ha detto nella conferenza stampa a fianco del nuovo presidente, l’avvocato Fausto Falorni, che dopo 27 anni prende il posto di Paolo Regini – e ci sono da conquistare i nuovi spazi che sicuramente si apriranno, soprattutto in Toscana, con gli ultimi avvenimenti che stanno interessando Mps. Noi dovremo approfittarne. Si apriranno spazi sul credito alle imprese – ha spiegato Passini – perché chi è cliente di Intesa e di Mps avrà un taglio dei fidi che si sommeranno in capo a una sola banca; e si apriranno spazi tra i risparmiatori, perché quando la testa di una banca si allontana dal centro decisionale si perde la presa sul territorio, e credo che Mps ne perderà molta. L’ho già visto in Emilia con Bper”.

Nuove filiali? “Vedremo”

Conquistare gli spazi lasciati liberi da Mps “non significa necessariamente aprire nuove filiali – ha aggiunto il direttore generale – ci sono tanti canali per presidiare un territorio, è una questione da monitorare”. Accanto a lui ci alla guida operativa ci sarà la condirettrice generale Federica Paoletti.

Due nuovi amministratori

L’assemblea dei soci di Banca Cambiano che si è tenuta venerdì scorso ha completato anche il rinnovo del consiglio di amministrazione, nominando Alessandro Conforti, consulente finanziario, e Franco Iorio, fondatore e presidente di Timenet spa, a fianco di Fausto Falorni, di Leonardo Melosi, professore di economia all’Istituto universitario europeo e di Niccolò Abriani, professore di diritto commerciale all’Università di Firenze. Il cda, nella sua prima seduta, ha eletto appunto Falorni presidente (“Vogliamo diventare la banca della Toscana”, ha detto) e Leonardo Melosi vicepresidente. Paolo Regini resta a capo dell’Ente Cambiano, azionista di riferimento della banca.

Il nuovo socio scelto entro l’estate

“Abbiamo fatto la rivoluzione che dovevamo fare, anche se non nascondo che quando si è aperto il periodo di transizione le preoccupazioni erano molte – ha detto Regini – ora ci sono le persone giuste per aprire una nuova fase di sviluppo”. Una fase che, su sollecitazione di Bankitalia, prevede l’apertura del capitale a un socio industriale, con la gara in atto tra Iccrea e Cassa Centrale, uniche due realtà – entrambi gruppi di credito cooperativo – rimaste in lizza. Entro il 19 giugno entrambe presenteranno l’offerta vincolante (l’aumento di capitale previsto è di 40 milioni di euro) per avere, come ha spiegato la condirettrice Federica Paoletti, tra il 10 e il 19% del capitale di Banca Cambiano e esprimeranno poi due consiglieri di amministrazione.

“Non entreremo in Iccrea o Cassa Centrale, rimarremo indipendenti”

Una volta scelto (con l’aiuto dell’advisor Rotschild) il socio che farà l’offerta migliore, il piano di sviluppo 2026-2028 fatto dalla banca, che prevede impieghi in aumento di 400 milioni nel triennio, andrà rivisto (“a quattro mani”, ha detto Paoletti) e allegato all’istanza che il partner dovrà presentare alla Bce (mentre Banca Cambiano dovrà presentare una istanza per l’aumento di capitale). Iccrea e Cassa Centrale sono i due gruppi cooperativi dai quali nel 2016 Cambiano era “scappata” spendendo 54 milioni per esercitare la ‘way out’ e trasformarsi in spa: “Ma quell’operazione è stata utile perché si è tradotta in una autonomia e indipendenza che ora non perderemo – hanno detto Paoletti e Regini – il socio sarà di minoranza e fornirà prodotti e servizi, porterà competenze che, se ben integrate, faranno fare un salto in avanti. Ma noi non entreremo in uno dei due gruppi cooperativi”. Del resto, ha sottolineato Regini, gli altri pretendenti all’ingresso nel capitale si sono tirati indietro perchè volevano acquisire la maggioranza della banca.

Le coperture su crediti deteriorati sono ancora inferiori alla media di settore

L’assemblea di Cambiano ha approvato anche il bilancio 2025 che si è chiuso con un utile netto di circa sette milioni di euro (era stato 64 milioni nel 2024), un totale attivo di 4,3 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente e una raccolta in crescita del 2,4%. Gli impieghi sono rimasti stabili. Il patrimonio netto è di 287 milioni. “L’utile è di sette milioni perché abbiamo destinato 33,5 milioni al rafforzamento delle coperture su crediti deteriorati, che ora sono arrivate a 47,9% vicino alla media del sistema”, ha spiegato la condirettrice parlando di “banca solida e in salute”. Banca Cambiano oggi conta 44 filiali in nove province e 450 dipendenti.

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Silvia Pieraccini

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