Tra le (tante) conseguenze che la guerra di Usa e Israele contro l’Iran sta producendo sull’attività delle aziende italiane – che comprende aumento dei costi energetici, difficoltà di movimento merci, rallentamento dei consumi – ce n’è una che colpisce chi esporta: è l’aumento dei costi assicurativi sui trasporti, in particolare su quelli marittimi, per effetto dei “rischi di guerra”. Le tariffe per le zone ad alto rischio possono salire rapidamente, e il trend è già cominciato: “I premi delle assicurazioni stanno aumentando: le navi-container stanno partendo ma devono cambiare le rotte”, certifica Mario Bartoli, presidente di Confetra Toscana, l’associazione che rappresenta le imprese dei trasporti e della logistica.
Il prezzo del carburante aumenta
La spirale è già avviata: l’aumento dei premi assicurativi, unito ai costi per i cambi di rotta per evitare zone di conflitto e al maggior costo del carburante, si traduce in un aumento dei noli marittimi e, di conseguenza, dei prezzi delle merci trasportate. Gli industriali di Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca) hanno già fatto qualche conto: “L’effetto più immediato è stata l’impennata dei costi assicurativi marittimi, decuplicati per le navi mercantili che transitano dal Golfo Persico: evidenti le conseguenze sui noli e a cascata sui prezzi delle merci, dalle materie prime ai prodotti finiti”, segnalano in una nota. Ma anche sul fronte aereo la situazione è difficile: “I voli per l’Oriente e per l’Australia fanno scalo a Dubai, Doha o Abu Dhabi – spiega Bartoli – e ora le compagnie si stanno fermando, anche perchè pensare di cambiare rotta vorrebbe dire sostenere costi altissimi, amplificati dall’aumento del prezzo del petrolio”. Il risultato è che le merci in partenza sono poche, senza garanzia di arrivo a determinate scadenze: una spada di Damocle per le merci deperibili.
Forte preoccupazione delle aziende
“Viviamo l’ennesimo drammatico shock economico, oltre che geopolitico, di questi ultimi anni”, commenta la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli, sottolineando la “forte preoccupazione” delle aziende. Uno dei problemi più grossi è l’incertezza: “Ormai si vive alla giornata – sottolinea Bartoli – ma come fa un imprenditore a prendersi degli impegni se non sa cosa succederà il giorno seguente?”. Per cercare di capire se sono possibili azioni e sollecitazioni, Confetra Toscana ha indetto una riunione per il 12 marzo.
Silvia Pieraccini