A fronte di una platea potenziale di circa 11mila toscani, con un numero di beneficiari attesi calcolato in circa 2.800 unità per la prima sperimentazione, per il momento sono soltanto 48 i beneficiari effettivi, in Toscana, del reddito regionale di reinserimento lavorativo dall’avvio della misura, per una spesa complessiva di 93.000 euro a fronte di 23 milioni di euro stanziati in bilancio. Il dato è emerso oggi in Consiglio regionale della Toscana attraverso l’interrogazione del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (Fdi), a cui ha risposto l’assessore regionale al lavoro Alberto Lenzi. Lo stesso Tomasi ha parlato di “clamoroso flop“.
Lenzi ha invece rivendicato l’efficacia della rimodulazione approvata nelle settimane scorse, presentandola come frutto di concertazione con le parti sociali nella Commissione regionale permanente tripartita. “Le domande pervenute e accolte dal sistema nel periodo compreso tra l’avvio della misura e il 20 maggio 2026 – ha spiegato – sono state 89; le domande pervenute e accolte dal sistema dal 21 maggio al 10 giugno, quindi dopo la rimodulazione delle condizioni di accesso, sono state 834. Il dato aggiornato al 18 giugno porta le domande post-rimodulazione a 985“. Le domande presentate nel mese di maggio risultano istruite e verificate ma non ancora approvate, a differenza di quelle di aprile per cui sono state effettuate le relative imputazioni di spesa.
Tomasi ha evidenziato come le domande di maggio siano però ancora ferme, in attesa della nomina del Collegio dei revisori di Arti, l’Agenzia regionale toscana per il lavoro che gestisce i Centri per l’impiego: “La maggioranza si sieda al tavolo e investa su formazione e lavoro in modo serio, per i cittadini e le aziende”, ha affermato. “L’intervento di rimodulazione – ha dichiarato Lenzi – ha reso la misura maggiormente coerente con la platea dei soggetti effettivamente raggiungibili, rafforzandone l’efficacia senza alterarne finalità e condizionalità”. (lt)
