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23 giugno 2026

Con una finanza ‘su misura’ metà delle aziende in crisi si possono salvare

Sanapo (Net Capital): “Abbiamo prodotti per aiutare le imprese in Cnc, ma la mentalità che c’è in Toscana non ci aiuta”.

Leonardo Testai
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“Un intervento tempestivo da parte di una realtà come la nostra, con i prodotti finanziari che possiamo implementare, potrebbe dare la possibilità di continuare al 50% delle imprese che entrano in Cnc (Composizione negoziata della crisi) e poi chiudono, ma anche accompagnare una chiusura con una giusta liquidazione del patrimonio”. Ne è convinto Antimo Sanapo, fondatore e amministratore delegato di Net Capital, intermediario del credito con sede legale e operativa a Firenze, e una sede in apertura il 1 luglio a Brescia. Perché Net Capital, a dispetto del suo Dna fiorentino, ha molti più clienti nel nordovest d’Italia che non in Toscana.

Cresce in Toscana il ricorso alla Cnc

La società ha 16 partner finanziari per i quali colloca capitale di debito in base alle richieste delle Pmi, e da inizio 2026 sta gestendo un portafoglio crediti di 300 milioni di euro, di cui circa un terzo sono di aziende in Composizione negoziata della crisi. L’obiettivo dichiarato è chiudere il 2026 con circa 500 milioni di portafoglio crediti gestito, e mantenere stabile il dato di 30 milioni di euro di lending e finanziamento alle Pmi erogato. Gli affidamenti vanno in media fra i 5 e gli 8 milioni di euro, mentre i finanziamenti vanno da un taglio minimo di 300mila euro fino a un massimo di 7 milioni di euro.

La Toscana oggi è tra le regioni italiane che utilizzano maggiormente la Cnc, con una crescita costante: le 319 istanze rilevate dall’ultimo Osservatorio Unioncamere di maggio 2026 rappresentano un numero triplicato in due anni. Una crescita che appare legata alla necessità delle imprese di affrontare tempestivamente situazioni di tensione finanziaria e preservare il rapporto con il sistema bancario. “Qui c’è ancora una mentalità dove gli intermediari del credito sono visti sul business tradizionale, e purtroppo spesso Firenze si scontra con una mentalità provinciale”, dice Sanapo, pioniere dei minibond in Italia, spiegando che invece “per il rilancio di Conbipel abbiamo studiato un prodotto innovativo per l’anticipo dei flussi Pos: la stessa cosa la stiamo implementando anche in altre realtà, anche società quotate in Borsa. Stiamo avendo successo, ci chiamano le parti coinvolte nelle procedure in tutta Italia, ma non registriamo la stessa attenzione nel territorio di Firenze e Prato“.

“Sugli strumenti innovativi c’è un problema di mentalità”

Eppure, sostiene, “in questo momento di crisi della manifattura in Toscana, penso alla moda, tante aziende della filiera chiudono quando con un diverso approccio culturale potrebbero sopravvivere nel periodo di crisi e avere continuità di impresa. Per assurdo siamo contattati da banche locali che hanno saputo di aziende che entrano in Cnc, e ci contattano per tutelare il credito che loro hanno concesso”. A livello regionale, per Sanapo, ci sono limiti culturali dell’imprenditoria, aggravati sia dal dato della dimensione media delle imprese, sia in parte anche dalle specializzazioni del manifatturiero, legate a un orizzonte più tradizionale. “C’è ancora una mentalità – dice – dove l’intermediario del credito è visto come l’intermediario che fa la cessione del quinto, il mutuo o altro”.

Net Capital punta invece su prodotti finanziari innovativi: cartolarizzazione del magazzino, anticipo dei flussi Pos, trasformazione dei canoni futuri di locazione in capitale disponibile. Un nuovo prodotto ancora in fase di elaborazione consentirà, se messo a punto, di liquidare in tempo le prenotazioni nel sistema turistico per anticipare gli incassi. “Andiamo a fare soluzioni tailor-made per l’impresa“, spiega l’ad, “magari c’è un’azienda in difficoltà perché ha usato linee di credito a breve per fare investimenti, perché spesso la competenza del Cfo in azienda è demandata a un amministrativo e si sbagliano delle politiche”. Per questo, all’occorrenza, “cerchiamo di fare i Cfo in outsourcing“, dice Sanapo, spiegando che nelle aziende prive di figure adeguatamente preparate per il ruolo “andiamo da esterni e li supportiamo nella pianificazione finanziaria, nelle politiche di credit management, valutazione dei portafogli, capire chi sono i loro clienti, vedere i fondamentali”.

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