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26 giugno 2026

Banca Ifis cede le attività degli Npl (con 300 lavoratori a Firenze)

Il sindacato vuole un confronto per conoscere perimetro dell’operazione, progetto industriale e garanzie occupazionali.

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L’annuncio di Banca Ifis di voler cedere entro la fine dell’anno le attività legate agli Npl apre una fase di forte preoccupazione per oltre 400 lavoratrici e lavoratori, di cui circa 300 operano a Firenze, principale polo italiano del gruppo per questa attività. La banca prevede di chiudere l’operazione entro fine anno, con la firma dell’accordo attesa entro il 2026 e il perfezionamento a inizio 2027, mentre resta ancora da definire la dimensione complessiva del perimetro ceduto.

Per la Fisac Cgil Firenze, la cessione non può tradursi in un trasferimento del rischio occupazionale sui dipendenti. “Per anni il business degli Npl ha prodotto utili e valore per le banche – dichiara Yuri Domenici, segretario generale della categoria – grazie alla professionalità di queste lavoratrici e di questi lavoratori. Oggi che quel mercato viene ritenuto meno strategico, non è accettabile che l’incertezza ricada su chi quel valore lo ha costruito”. Il sindacato teme che, nel caso di un fondo finanziario come acquirente, non vi siano sufficienti garanzie per chi ha costruito il proprio progetto di vita su un lavoro stabile.

La Fisac-Cgil chiede dunque l’apertura immediata di un confronto con l’azienda per conoscere perimetro dell’operazione, progetto industriale e garanzie occupazionali, contrattuali e professionali: le lavoratrici e i lavoratori, sostiene il sindacato, sono pronti a mobilitarsi per difendere il proprio lavoro e il futuro del polo di Firenze. “La risposta non può essere quella di lasciare i lavoratori al proprio destino”, conclude Domenici.

Banca Ifis sta affrontando un momento di difficoltà, dopo lo sforzo sostenuto per la scalata a Banca Illimity, l’istituto fondato da Corrado Passera. “Dobbiamo mettere a punto un piano strategico per fine anno”, ha affermato l’amministratore delegato Frederik Geertman, non comunicando una guidance formale per il prossimo anno “perché abbiamo diverse cose in divenire” e c’è da attendere l’esito dell’ispezione di Bankitalia tra la fine di luglio e l’inizio di settembre. Nel frattempo però sono state riviste anche le stime sull’utile di fine anno, che scende da 170-190 milioni a 100-110 milioni di euro a seguito di accantonamenti per 70 milioni di euro. (lt)

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