Parte la settimana delle ‘Anteprime’ dei vini toscani, che comprende un convegno inaugurale promosso da Regione e Camera di commercio di Firenze (il 13 febbraio al cinema La Compagnia di Firenze) e sette giorni di presentazioni delle etichette fatte dai consorzi di tutela più importanti della regione, eccetto quello del Brunello di Montalcino che ha anticipato la rassegna a novembre.
Gli appuntamenti delle ‘Anteprime’
Dal 14 al 20 febbraio saranno offerte in assaggio alla stampa (e in alcuni casi agli operatori) le bottiglie pronte a sbarcare sul mercato: il Nobile di Montepulciano (14-15 febbraio, nella Fortezza di Montepulciano); il Chianti Classico a Firenze (16-17 febbraio, Stazione Leopolda); i consorzi ‘minori’ riuniti ne ‘L’Altra Toscana‘ a Firenze (il 18 febbraio, Palazzo degli Affari); il Chianti e il Morellino sempre a Firenze (il 19, Fortezza da Basso); per finire col Valdarno di Sopra (il 20 febbraio nella tenuta del Borro, a San Giustino). Le aziende vinicole dei vari consorzi che parrtecipano ai saloni sono 480. Sono attesi in tutto circa 200 giornalisti, di cui una settantina stranieri.
In marzo sarà la volta di BuyWine
L’apertura al pubblico di questi banchi d’assaggio, che negli anni scorsi era stata abbracciata da molti consorzi, ora è praticamente scomparsa: solo il Nobile di Montepulciano aprirà la Fortezza il 22-23 febbraio, dietro pagamento di un biglietto. La promozione del vino toscano continuerà l’11 e 12 marzo con BuyWine alla Stazione Leopolda di Firenze, il workshop di Regione e Camera di commercio di Firenze in cui 190 produttori vinicoli toscani, in gran parte piccoli, incontreranno 175 compratori provenienti da 49 Paesi, in particolare Usa e Canada, ma anche America Latina, Asia, Europa centro-orientale, per avviare rapporti e trattative.
L’export nei primi 9 mesi del 2025 ha segnato -1,5%
Le Anteprime arrivano in un momento delicato per il settore, che nei primi nove mesi del 2025 ha visto l’export di vino toscano scendere dell’1,5%, un andamento che rischia di peggiorare nei prossimi mesi (i dati sull’ultimo trimestre ci saranno tra qualche settimana) perché gli importatori americani hanno fatto grandi scorte all’inizio dell’anno scorso, che in molti casi devono ancora smaltire. E’ per questo che le giacenze nelle cantine toscane stanno aumentando, e generano preoccupazione tra gli operatori. “Siamo tutti consapevoli che il momento è difficile – ha detto Andrea Rossi, presidente di Avito, l’associazione Vini Toscana Dop e Igp, presentando le ‘Anteprime’ col presidente della Regione, Eugenio Giani – il settore ha bisogno di iniezione di risorse e di progettualità straordinaria”. Nel 2024 l’export di vino toscano aveva segnato +8,7% in valore sopra 1,2 miliardi di euro, più del Piemonte, storico competitor sui vini rossi (1,183 miliardi).
I vini Doc e Igt imbottigliati nel 2025 sono diminuiti del 3%
Sull’andamento del 2025 per adesso ci sono i primi dati quantitativi (fonte Avito): sono stati imbottigliati vini toscani Doc e Igp per tre milioni e 597mila ettolitri, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Dal 2021 a oggi la flessione nelle bottiglie vendute è stata del 16% (gli ettolitri imbottigliati cinque anni fa erano 4,2 milioni). “Si apre un 2026 che sarà ancora più difficile del 2025”, ha detto Rossi. E infatti nel mese di gennaio gli ettolitri imbottigliati di vini Doc e Igp sono scesi del 29% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Al momento – ha spiegato Rossi – non sono allo studio misure o strumenti straordinari per far fronte alle giacenze in aumento. Per adesso nessuno parla – almeno pubblicamente – del rischio che i prodotti-principe della Toscana, cioè i vini rossi strutturati e longevi, incontrino sempre meno il gusto dei consumatori mondiali, più propensi in questa fase storica a consumare prodotti freschi, ‘leggeri’, smart e poco alcolici.
Silvia Pieraccini