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12 febbraio 2026

Eli Lilly si espande ancora a Sesto? Giani si sbilancia, l’azienda frena

“Per investire servono segnali”, afferma la multinazionale, che chiede di ampliare l’accesso ai farmaci innovativi.

Leonardo Testai
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Una nuova fase di espansione per lo stabilimento Eli Lilly di Sesto Fiorentino, dopo quella – conclusa nel 2025 – che ha portato l’insediamento a occupare anche l’area dove fino a pochi anni fa sorgeva il liceo Agnoletti? A parlarne per primo è il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che oggi ha visitato il sito di Eli Lilly nella sua nuova configurazione.

Un annuncio decisamente a sorpresa, considerando che l’amministratore delegato della casa madre, Dave Ricks, aveva messo le mani avanti su ulteriori nuovi investimenti in Italia, nella sua intervista dell’11 febbraio su Il Sole 24 Ore, pur lodando la qualità della fabbrica di Sesto, e sottolineandone l’importanza per l’economia del territorio – circa dieci miliardi di export nell’ultimo anno, sull’onda del successo del Tirzepatide, farmaco antidiabetico efficace anche per combattere l’obesità.

Ma tant’è: Giani, appena arrivato all’iniziativa della Cisl Toscana, parla ai giornalisti di quanto sia importante attrarre investimenti esteri, e si sbilancia. “Stamani, ad esempio, ero alla Eli Lilly, in questo caso si tratta di ampliare il proprio stabilimento”, spiega, sottolineando che “si parla di 300 lavoratori in più se le consentiamo questo ampliamento. Ci stiamo dando da fare per farlo”. Se nell’area dell’ex liceo Eli Lilly ha “realizzato un impianto che a me ha fatto impressione”, prosegue, “dall’altra parte ecco la possibilità del secondo step di ampliamento di cui discutiamo ora l’impostazione. Comunque Eli Lilly ci ha dato ormai una prospettiva che vede lavorare nel polo di Sesto più di 1.000 persone e conseguentemente, in questo caso, diventa un esempio che può essere percorso da tanti altri”.

La replica dell’azienda arriva a stretto giro di posta con una nota, senza confermare l’anticipazione di Giani. Eli Lilly Italia “accoglie con apprezzamento le parole del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e ringrazia la Regione per l’attenzione e la collaborazione istituzionale che, negli anni, hanno contribuito a rafforzare un rapporto di partnership solido e costruttivo sul territorio”. Tuttavia, spiega, “la disponibilità ad avviare nuovi investimenti è strettamente legata alla presenza di forti segnali concreti di attenzione al paziente: in particolare, migliore accesso alle cure, tempi più rapidi e prevedibili nei processi regolatori e di accesso, e riconoscimento del valore dell’innovazione all’interno dei percorsi decisionali”.

La traduzione, a beneficio dei profani, arriva al paragrafo seguente: “Eli Lilly ritiene importante che anche a livello regionale, e dunque anche in Toscana, si continui a lavorare per garantire ai cittadini percorsi di cura allineati alle evidenze scientifiche più aggiornate. Per il diabete, ad esempio, significa favorire un approccio terapeutico che non releghi i pazienti all’utilizzo di sole opzioni più economiche e meno efficaci per ragioni di contenimento della spesa, ma che punti a esiti di salute migliori e sostenibili nel lungo periodo guardando all’innovazione”.

Un appello, dunque, a non tenere stretti i cordoni della borsa quando si parla di spesa farmaceutica, guardando con fiducia a prodotti avanzati – anche se più costosi. Allo stesso modo “per l’obesità – aggiunge l’azienda -, Eli Lilly conferma la disponibilità a collaborare con le istituzioni per individuare soluzioni che amplino l’accesso alle cure, con particolare attenzione ai pazienti in condizioni di fragilità economica, affinché le opportunità terapeutiche non dipendano dalla capacità di spesa individuale”.

Dal canto suo, Giani non sembra del tutto insensibile all’argomento. Dopo aver stimato in 80 milioni la maggior spesa farmaceutica regionale nel 2025, determinata da “nuovi farmaci più efficaci – ha detto ieri in Consiglio regionale – ma sempre più costosi”, oggi ha sottolineato – parlando prima della replica di Eli Lilly – che “noi corriamo dietro alla ricerca scientifica, quindi se maturano nuovi farmaci che vengono prescritti, che consentono di superare una malattia, che consentono di contrastarle, penso all’oncologia, ad un tumore che ti può portare verso la morte, noi ci investiamo. E’ evidente che dobbiamo farlo con tutta l’accortezza e l’appropriatezza del caso, evitando gli abusi”.

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Leonardo Testai

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