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08 maggio 2026

Talea Group (ex Farmaè), parla il curatore: “Così vogliamo salvare l’attività”

Ritorno alla regolarità nelle consegne e vendita (all’asta) dell’hub logistico di Nichelino, ma si cerca un nuovo investitore.

Leonardo Testai
L'hub logistico di Nichelino (Torino) messo all'asta

L'hub logistico di Nichelino (Torino) messo all'asta

Salvare l’attività dell’e-commerce di prodotti per il benessere, nel giro di due mesi, per renderla appetibile agli occhi dei potenziali investitori: è la mission dei curatori giudiziali di Talea Group, Marco Bettini e Leonardo Poggiali, alle prese con la necessità di tagliare i costi e trovare un acquirente per l’hub logistico di Nichelino, nel torinese, in modo da soddisfare i creditori. Ma per rendere appetibile la ex Farmaè – che ha anche i marchi Amica Farmacia e DocPeter – c’è bisogno di ripristinare la regolarità delle consegne entro 48-72 ore, cercando nuovi fornitori per il servizio di parafarmacia online.

“Questa era una società che aveva 120 milioni di fatturato in un anno ed è scesa a meno di un milione al mese, ma i costi fissi erano rimasti uguali”, ammette Poggiali, secondo cui i problemi nell’approvvigionamento dei farmaci e nella gestione del magazzino hanno causato forti difficoltà nella gestione degli ordini, con moltissimi ritardi e un buon numero di rimborsi per prodotti mai arrivati a destinazione. A dicembre 2025 infatti Talea Group ha ricevuto dall’Autorità garante della Concorrenza e del mercato una sanzione amministrativa da due milioni di euro per pratiche commerciali scorrette: offerte non veritiere su disponibilità e tempi di consegna dei prodotti, consegne parziali o tardive, ritardi nei rimborsi.

“Torneremo a consegnare la merce in 48 ore”

“E’ il problema principale che noi stiamo cercando di risolvere”, spiega il curatore, rivelando che all’arrivo in azienda “ci siamo trovati 300mila euro di ordini non evasi, in 12 giorni abbiamo dovuto comprare merci per evitare di rimborsare migliaia di persone a 60 euro ciascuna”. La prima mossa, dice Poggiali, è stata stringere accordi con nuovi fornitori, per tornare alla regolarità “con l’obiettivo di evadere le consegne nel più breve tempo possibile, siamo in miglioramento, tra una settimana contiamo di arrivare alla consegna in 48 ore“. E’ l’obiettivo primario “per restituire un po’ di fiducia anche dal consumatore, poi l’impianto è buono. Il nostro obiettivo è tenere a galla la società, far vedere che la società e i marchi hanno delle potenzialità, chiaramente la società va ristrutturata e vanno fatti degli investimenti”.

La situazione dei lavoratori: c’è bisogno di liquidità

I lavoratori di Talea Group, sostiene, “sono stati splendidi perché hanno capito il momento di grande difficoltà e stanno lavorando con grande abnegazione”. Oggi, spiega Poggiali, su cento dipendenti sono operativi 30 fra amministrativi, It, marketing e magazzinieri, oltre a nove esterni di una cooperativa che lavora nel magazzino di Migliarino. “Abbiamo dovuto tagliare sul customer care dove c’erano 40 persone“, osserva il curatore, annunciando che ieri “abbiamo pagato un ‘reddito di emergenza’ di 500 euro alle 60 persone fuori dal ramo dell’e-commerce”.

Per ottenere maggiore liquidità c’è bisogno di cedere un asset: il magazzino automatizzato di Nichelino da 12mila mq, con 10 lavoratori, all’asta il 28 maggio con un prezzo base di 2,6 milioni di euro. “E’ un bellissimo stabilimento fatto nel 2023 – spiega Poggiali -, con un sistema automatizzato, che può essere di forte interesse non solo per l’online, ma anche per la distribuzione alle farmacie. Praticamente mai utilizzato, perché l’azienda è andata in crisi subito dopo“. Un interessamento c’è già: ma non è al momento possibile stabilire se sia Vim, il gruppo della distribuzione farmaceutica con sede a Matera che, secondo le voci, aveva già manifestato un interessamento nei mesi passati, nella fase della composizione negoziata della crisi.

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Leonardo Testai

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