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14 maggio 2026

Sommergibili, maxi contratto da 1,4 miliardi per la Drass di Livorno. Ma ha bisogno di un’area portuale

Commessa dalla Marina indonesiana. Parla il presidente Cappelletti: “Ci servono spazi e uno sbocco a mare”. Il piano B: portare la produzione in Romania.

Carlo Pellegrino
Un'immagine del sommergibile Dgk che sarà realizzato da Drass

Un'immagine del sommergibile Dgk che sarà realizzato da Drass

E’ un affare che cambia la storia dell’azienda ma non solo: può cambiare anche un pezzo della città di Livorno, ovvero l’area che sarà destinata alla produzione e all’assemblaggio dei sei sottomarini di nuova generazione (classe Dgk) che Drass – leader nelle tecnologie sottomarine per la difesa, per le immersioni commerciali e per il settore industriale e iperbarico – ha venduto al Ministero della Difesa dell’Indonesia. Un’operazione che, all’interno di una cornice di cooperazione bilaterale tra Roma e Giacarta, vale circa 480 milioni di euro per i soli sottomarini, cifra che lievita a 1,4 miliardi di dollari se si considera l’intero programma di logistica e addestramento. 

I nuovi sottomarini da costruire per l’Indonesia rappresentano un traguardo ambizioso per l’industria della difesa italiana nel Sud-Est asiatico. Il Dgk è un gioiello di ingegneria: 34 metri di lunghezza, propulsione a batterie agli ioni di litio che permette un dislocamento in immersione di 270 tonnellate e una manovrabilità eccezionale nei fondali bassi. Come riportato da NavalNews.com, può scendere fino a 200 metri di profondità ed è invisibile ai sonar più moderni, caratteristica che lo rende perfetto per sorvegliare le coste dell’arcipelago indonesiano. Oltre ai due lanciasiluri per armi pesanti, il sottomarino può trasportare sette operatori delle forze speciali e un veicolo subacqueo DS8 SDV alloggiato direttamente sul ponte. 

Un’azienda ad “altissima profondità”

Presente sulla scena mondiale con una vasta gamma di brevetti e innovazioni, Drass è tra i principali costruttori di sistemi di immersione per altissima profondità in tutto il mondo, avendo progettato e prodotto la maggior parte di essi sin dagli anni Sessanta. L’azienda sviluppa e produce sottomarini compatti, mezzi d’assalto per incursori e soluzioni integrate per il salvataggio dei sottomarini. Con sede a Livorno, impianti produttivi in Italia e Romania e uffici commerciali a Dubai, Drass conta oltre 250 dipendenti e opera su una superficie coperta di oltre 13.000 metri quadrati. Ma dietro i numeri della commessa c’è una sfida infrastrutturale che riguarda il futuro di Livorno. 

Come sarà la plancia del sommergibile Drass

Il nodo del porto e il potenziale occupazionale 

Nonostante il quartier generale e il cuore tecnologico siano saldamente radicati in Toscana, la Drass si trova davanti a un bivio logistico. Per completare l’assemblaggio, i test e l’addestramento degli equipaggi, serve uno sbocco a mare adeguato. «Il programma dei sottomarini Dgk ha assunto un’importante rilevanza mediatica per l’importo e la valenza tecnologica – spiega l’ingegner Sergio Cappelletti, presidente del Gruppo Drass – La struttura ha già cominciato ad adeguarsi anni fa, con la graduale assunzione di profili ad elevato valore. Ovviamente abbiamo già programmato un percorso di ulteriori assunzioni, che tiene anche conto di ulteriori programmi industriali di prossima acquisizione». 

«L’occupazione non si misura solo in quantità, ma in qualità – precisa – La Drass impiega personale che storicamente cresce professionalmente ed economicamente molto al di sopra delle medie salariali regionali e nazionali. Questo è importante soprattutto in una città come Livorno, che ha sofferto la graduale perdita di occupazione di qualità. Dovremo comunque crescere anche dal punto di vista numerico, con l’apertura di uno sbocco in ambito portuale che speriamo di localizzare in città».

La sfida dell’assemblaggio a mare 

La costruzione dei sottomarini è già partita nei capannoni, ma il nodo resta il cantiere a mare. «La costruzione di sottomarini è un processo lineare basato su fasi, che è già iniziato dal punto di vista ingegneristico e di acquisizione dei materiali critici – spiega Cappelletti – Sono in completamento due nuovi edifici industriali, e un terzo è in fase di finalizzazione progettuale, tutti in area Picchianti a Livorno». 

«Abbiamo anche espresso una manifestazione formale di interesse all’Autorità Portuale di Livorno per un’area che ci possa consentire gli assemblaggi, le prove a mare e l’addestramento sui battelli – prosegue – Questa area potrà portare i maggiori ritorni occupazionali e tecnologici in città; oltre ai sottomarini la potremo dedicare anche ai grandi sistemi subacquei autonomi per sorveglianza ambientale, che ora vengono testati in altri luoghi per mancanza di un approdo a Livorno». 

«Il cantiere a mare potrà operare in sintonia con l’indotto portuale per operazioni di sicurezza, ausilio alla navigazione, carenaggio – aggiunge l’ingegner Cappelletti – ed anche per ricevere supporto su lavori elettrici, di carpenteria e di installazione». Tuttavia, l’attesa per le procedure burocratiche impone cautela. «Nonostante la nostra proposta comporti un’importante valorizzazione del porto, anche in eccedenza alle aspettative dell’attuale piano regolatore – precisa Cappelletti – questa verrà aggiudicata tramite un bando pubblico, quindi dobbiamo attendere l’avvio e l’esito di una procedura, e fare del nostro meglio per risultare vincitori».

La produzione nello stabilimento di Livorno

Formazione e ricadute sul territorio 

Nel dossier si parla di un valore complessivo del programma che potrebbe toccare 1,4 miliardi di dollari includendo logistica e addestramento. Quanto di questo valore “servizi” rimarrà sul territorio livornese sotto forma di centri di training o supporto logistico a lungo termine? «Il valore complessivo del contratto include una serie di sottomarini distribuita nel tempo, oltre a numerosi servizi accessori – risponde il presidente di Drass – Sicuramente una delle attività che stiamo programmando è la creazione di un centro di addestramento e simulazione che sia dedicato ai clienti dei sottomarini Drass, ma anche alle Marine Militari che intendono avvicinarsi alla subacquea cominciando dai più semplici battelli compatti. È evidente che una tale struttura deve essere disponibile in prossimità del sottomarino operativo, quindi decideremo la collocazione quando sapremo la futura collocazione della nostra base a mare che, ripeto, ci auguriamo sia a Livorno». 

C’è già un polo della subacquea 

Intanto Drass ha creato un polo tecnologico della subacquea nell’area produttiva del Picchianti, che comprende sette capannoni industriali operativi, due in completamento entro l’anno e il nuovo quartiere generale che l’azienda punta a completare entro il 2027. «Ottenere l’area a mare a Livorno è essenziale per potenziare la filiera industriale toscana – sottolinea Cappelletti – Se questo non accadrà, dovremo probabilmente orientarci verso i nostri stabilimenti romeni. Stiamo valutando un’area di riserva sul Mar Nero che ci porterebbe anche visibilità con clienti quali Bulgaria, Romania, Grecia. Ma la nostra assoluta preferenza è continuare ad investire sul territorio livornese». 

Tecnologia livornese per il mondo 

Drass non è un’azienda che si improvvisa. Da oltre un secolo è protagonista nelle tecnologie iperbariche e nelle immersioni profonde. Il Dgk indonesiano sarà intriso di innovazioni nate nei laboratori cittadini. «Abbiamo sviluppato a Livorno un innovativo periscopio che coniuga in maniera avanzata visione infrarosso ed ottica – racconta Cappelletti – e che sta attirando l’interesse di aziende leader nel mondo. Uno dei nostri nuovi edifici ospiterà la prima fabbrica di batterie presso-resistenti per migliaia di metri di profondità, con un immenso potenziale di sviluppo». 

«Il nostro sistema di comando e controllo del sommergibile è sviluppato in casa – aggiunge l’ingegnere – e beneficia delle conoscenze acquisite sviluppando i sistemi automatici di controllo degli impianti iperbarici. Anche il casco D-One, protagonista del film di Hollywood “Last Breath” nel 2025, è un successo mondiale, nato a Livorno». 

«Abbiamo integrato al casco D-One una tuta stagna della DiveSystem di Follonica per effettuare immersioni sicure in grandi serbatoi contaminati – prosegue Cappelletti – E la Ma.Vi. di Livorno ci fornisce l’elettronica per il più avanzato sistema di analisi multi-gas in ambienti confinati». 

Cappelletti sottolinea anche il valore dello scambio con l’Indonesia: «Ciò che riceveremo è in prima battuta una specifica esperienza: un sottomarino compatto che naviga davanti a grandi estuari di fiumi tropicali si trova improvvisamente immerso in acqua dolce e meno densa, e può perdere rapidamente assetto. Abbiamo integrato un sensore che misura la salinità, e quindi la densità dell’acqua, e automaticamente regola le casse di zavorra del sottomarino».

Sergio Cappelletti, presidente di Drass spa

 

La diplomazia navale di Nave Garibaldi 

L’accordo con l’Indonesia include anche la partita di Nave Garibaldi, una vicenda che ha fatto discutere: «Gli eventi a corollario della cessione di Nave Garibaldi all’Indonesia hanno evidenziato allo stesso tempo il meglio e il peggio del sistema Italia» dice Cappelletti. Il caso riguarda la cessione a titolo gratuito dell’incrociatore portaeromobili Garibaldi all’Indonesia, un’operazione definita dal ministro della Difesa Guido Crosetto come strategica per l’export della difesa. La vicenda è finita al centro di polemiche e di un’interrogazione parlamentare per presunti conflitti d’interesse legati al precedente ruolo di Crosetto nell’industria bellica e anche al ruolo della stessa Drass. «Intanto, Drass è stata l’unica azienda a rispondere alle richieste indonesiane con un’offerta che le soddisfaceva pienamente – sottolinea Cappelletti – L’Indonesia riceve una nave in disarmo e ingaggia aziende italiane per ammodernare il sistema di combattimento. Drass ha assecondato le esigenze indonesiane proponendo un team di ex ufficiali e tecnici con esperienza di imbarco sul Garibaldi, me compreso». 

«Il meglio di questa vicenda è una politica industriale che finalmente agisce a beneficio del sistema Paese – dice ancora l’ingegnere – trasformando una nave in disarmo in uno strumento di diplomazia a favore dell’industria italiana. Il peggio è la trasformazione di questa vicenda in una battaglia strumentale per attaccare esponenti delle istituzioni o per gelosia industriale, gettando immotivato ed immeritato discredito su aziende che portano fatturato e pagano tasse sul territorio nazionale». 

L’azienda verso il centenario 

Guardando al centenario dell’azienda nel 2027, il titolare del Gruppo conclude con un richiamo alla sostanza oltre la forma: «Cresceremo a Livorno per quanto le istituzioni locali ci permetteranno – afferma Cappelletti – Nel recente passato l’amministrazione comunale si è mostrata insensibile alla messa in sicurezza del transito delle nostre maestranze, in relazione all’improvvida configurazione del nuovo sottopasso stradale di Via delle Sorgenti. Abbiamo comunque continuato ad investire». 

«Drass è già il punto di riferimento mondiale per la produzione di sottomarini compatti – rivendica l’ingegnere – Vorrei ricordare che siamo l’unica azienda italiana ad avere esportato sottomarini compatti, ovvero oltre le 120 tonnellate. Nessuna azienda italiana ha mai esportato sottomarini di questa taglia o superiore». 

I capannoni di Drass nell’area industriale del Picchianti a Livorno

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Carlo Pellegrino

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