Tra il 2019 e il 2025 il commercio e il turismo in Toscana hanno perso oltre 15.300 addetti autonomi, con un calo del 16,9%: è quanto emerge da un’elaborazione Confesercenti su dati camerali relativi al commercio e alla filiera turistica (alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio). La flessione toscana per commercio e turismo è più elevata rispetto alla media nazionale (14,1%), e in termini assoluti è fra le più consistenti registrate in Italia nel periodo in questione.
A livello nazionale a pesare di più sul saldo negativo è il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%) con la crescita della grande distribuzione a scapito dei piccoli negozi. La ristorazione perde 45.523 autonomi (-11,9%) mentre sono stabili le agenzie di viaggio (-0,4%) e cresce l’alloggio: (+3.766 indipendenti, +7,4%), espansione legata all’affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dai b&b agli affitti turistici.
“Troppi vincoli per mandare avanti un’attività”
“Il lavoro autonomo – evidenzia Nico Gronchi, presidente di Confesercenti – si sta riducendo per l’effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un’attività”.
Secondo Gronchi “servono interventi macro, sui costi dell’energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare“. (lt)