Il restringimento in corrispondenza dello smottamento
Non c’è pace, neppure a Pasqua, per la Due Mari. Proprio quando il traguardo del raddoppio della strada statale 223 Grosseto-Siena sembrava meno lontano grazie all’apertura del nuovo viadotto nel Lotto 4, un nuovo nemico invisibile è emerso dal sottosuolo per tormentare i viaggiatori: l’acqua. Al chilometro 33,700, a un soffio dalla galleria di Casal di Pari, il corpo stradale ha ceduto a causa di un’infiltrazione. Non un semplice cedimento superficiale, ma uno smottamento profondo che ha obbligato Anas a correre ai ripari, chiudendo la carreggiata in direzione Siena – seppur per un breve tratto – e creando un nuovo tappo in un punto che è già il cuore pulsante dei disagi tra Maremma e Senese.
Un’operazione chirurgica a 10 metri di profondità
Lo smottamento sotto osservazione è più complicato di quanto apparisse inizialmente. La terra armata, quella struttura che garantisce la stabilità della sede stradale, deve essere consolidata a una profondità che supera i dieci metri. Anas ha fatto sapere che «le procedure di finanziamento sono ultimate» e che «i lavori propedeutici all’intervento sono già partiti». Ma nel frattempo il verdetto per chi guida è amaro: il traffico è provvisoriamente regolato a doppio senso di marcia sulla carreggiata opposta. Un chilometro di cantiere che si piazza lì, proprio in prossimità del tratto nel quale la vecchia galleria di Casal di Pari è chiusa da otto anni e tutto il flusso veicolare è già costretto a incanalarsi in un unico tunnel.
L’incubo dei weekend di primavera e dell’estate
Il tempismo non poteva essere peggiore. Con la primavera ormai inoltrata e l’estate alle porte, questo nuovo punto critico rischia di mandare ulteriormente in tilt il collegamento tra Siena e Grosseto. Se già i restringimenti sui lotti 4 e 9 mettono a dura prova i nervi degli automobilisti, questo nuovo imbuto rischia di diventare un moltiplicatore di code.
Se le partenze verso il mare da Siena (ma anche da Arezzo e Firenze) fanno meno paura perché solitamente diluite tra il venerdì sera e il sabato mattina, il rischio è che i classici rientri della domenica sera si trasformino in odissee, vanificando i piccoli passi avanti fatti con le recenti aperture. L’obiettivo dichiarato è limitare i disagi per l’alta stagione, ma la complessità dell’intervento non permette miracoli immediati. E quel «traffico provvisoriamente regolato» non può lasciare sereni gli utenti perché fa pensare a un cantiere – nella migliore delle ipotesi – di media durata.
Un puzzle di cantieri che non si compone mai
La situazione complessiva della Grosseto-Siena somiglia sempre più a una corsa a ostacoli infinita. Da una parte c’è il Lotto 4 (appena 2,84 chilometri a Civitella Marittima), dove il traffico è appena stato deviato sul nuovo viadotto “La Coscia”: un’opera attesa sette anni e mezzo che però, ironia della sorte, oggi contribuisce al senso di precarietà perché impone una laboriosa deviazione all’interno dello stesso cantiere ancora a una corsia. Dall’altra parte c’è il Lotto 9 (11,8 chilometri tra Iesa e San Rocco a Pilli), dove si combatte per consegnare la strada entro il 2027 e la minaccia degli scavi archeologici sembra ormai superata.
La speranza del 2027 contro la realtà dei fatti
Anas ribadisce che la fine del tunnel — letterale e figurato — è prevista per il primo semestre del 2027. Quella data dovrebbe segnare la parola fine anche per la riqualificazione della galleria di Casal di Pari, che dopo così tanto tempo (otto anni esatti di chiusura) non è facile ricordare neanche come fosse fatta. Tuttavia, la storia di questa infrastruttura insegna che ogni metro conquistato ha un prezzo altissimo in termini di tempo e imprevisti. Tra varianti in corso d’opera e cedimenti improvvisi, per l’automobilista che percorre la statale la parola «fine» sarà scritta solo quando non ci saranno più barriere e movieri a vista.
Carlo Pellegrino