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22 gennaio 2026

Sanità: l’istituto Prosperius di Firenze passa al gruppo Giomi

Aggiudicata all’asta la struttura che conta anche 150 camere di degenza. Saranno rafforzate riabilitazione e diagnostica.

S.Pi.
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Ora è arrivata l’assegnazione ufficiale: l’istituto sanitario di prevenzione, diagnosi e riabilitazione Prosperius di Firenze, dotato anche di una clinica (Villa Cherubini, con 150 camere di degenza), passa al Gruppo Giomi, già presente a Firenze con la casa di cura Ulivella. Giomi si è aggiudicato all’asta la struttura fondata più di 50 anni fa da Mario Bigazzi, finita in difficoltà finanziaria e il cui ramo d’azienda era stato affittato un anno fa alla Ma.CRO Life Science di Roma, startup dell’Università La Sapienza.

Presente in cinque regioni con più di 1.000 dipendenti

Giomi spa, acronimo che sta per ‘Gestione Istituti ortopedici nel Mezzogiorno d’Italia’, è uno degli operatori leader nella sanità privata italiana, attivo da più di 70 anni e oggi con otto case di cura, 14 case di riposo, tre centri dialisi e altre strutture patecipate, per un fatturato che nel 2024 è stato di 112,6 milioni con 1,3 milioni di utile netto e 1.100 dipendenti. Opera in Toscana, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia e Germania.

Investimenti nella riabilitazione e nella diagnostica

Con l’operazione Prosperius il gruppo Giomi – si spiega in un comunicato – punta a consolidare a Firenze “un polo sanitario di eccellenza, capace di coniugare innovazione tecnologica, competenze professionali e una visione della cura fortemente orientata alla persona”. Il piano di investimenti prevede il rafforzamento della riabilitazione e della diagnostica, lo sviluppo di una struttura dedicata all’accoglienza e al sollievo, il rinnovamento tecnologico di Villa Cherubini. “Vogliamo offrire ai fiorentini una sanità moderna e d’avanguardia – afferma Massimo Miraglia, presidente del Gruppo Giomi – sostenuta dalla nostra forza industriale ma, soprattutto, da un’attenzione costante alla qualità delle cure, al benessere dei pazienti e alla valorizzazione dei professionisti che operano nelle strutture”.

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