Raffaele Berni nel bagno di 'Aura' al Salone del Mobile di Milano
Al Salone del Mobile che si è chiuso pochi giorni fa a Milano, l’azienda toscana Berni ha avuto una soddisfazione speciale: il suo marchio di arredobagno di fascia alta Park Avenue, al 100% made in Italy, è stato scelto per “costruire” il bagno dell’installazione immersiva – una sorta di albergo immaginario di lusso battezzato ‘Aura’, in cui il design e l’interior diventano racconto e scenografia – firmato da Numéro 20, studio parigino di interior decoration e art direction fondato da Oscar Lucien Ono. Si tratta dell’installazione iconica del Salone, che ogni anno viene affidata a un architetto o designer diverso. “Sono stati quasi più bravi di noi a interpretare i nostri prodotti”, afferma Raffaele Berni, titolare dell’azienda di Vinci che, oltre ad aver creato il marchio Park Avenue che al 90% è prodotto in Toscana, distribuisce pavimenti, rivestimenti e arredobagno.
Il Salone del Mobile è stato positivo
La partecipazione al Salone del Mobile in una fase delicata per le guerre e le tensioni internazionali si è rivelata positiva per l’azienda toscana, anche se sono mancati i compratori mediorientali che avevano timore di non trovare voli per tornare a casa. “Nel complesso è stata una bella edizione, ora speriamo di riuscire a mettere a terra i contratti”, dice Berni che ha avviato il 2026 con risultati brillanti.
Crescita prevista sia nel 2026 che nel 2027
Nei primi quattro mesi dell’anno il fatturato è cresciuto dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la raccolta ordini segna +10,7%. La crescita arriva dopo un 2025 che si è chiuso con 34,3 milioni di ricavi (+1,7%), per il 15% realizzati all’estero. “L’andamento avuto fin qui fa ben sperare – afferma l’imprenditore – a patto che non scoppino altre guerre. Sta crescendo la divisione ‘contract’ degli arredamenti ‘chiavi in mano’, che è arrivata a cinque milioni di fatturato, e il negozio che abbiamo aperto a Milano sta portando clienti nuovi, che apprezzano il nostro servizio. Per questo prevediamo una crescita sia per il 2026, intorno al 10%, che per il 2027 grazie ai contratti che abbiamo già firmato”.