Da Firenze risuona un campanello d’allarme per il futuro delle professioni tecnico-specialistiche del mondo Ict, legato all’impatto sempre più forte dell’automazione consentita dalle tecnologie legate all’intelligenza artificiale: uno studio di Ey presentato all’evento ‘Ey Coverciano 2026 – Rischiare per innovare’ prevede infatti che la domanda di lavoro per questi profili, che pure in Italia rimane al di sotto della media europea, non diminuirà e anzi nel complesso continuerà ad aumentare, ma evidenzia segnali di contrazione o stagnazione nella domanda di profili junior.
Un problema che si rifletterà progressivamente sulle cosiddette ‘pipeline’ delle risorse umane delle aziende, con una mancanza di nuovi talenti che possano crescere e sostituire i profili più esperti. “Diminuire le opportunità professionali per queste figure renderà le pipeline nelle imprese strutturalmente insostenibili”, sostiene Carlo Chiattelli, people consulting leader di Ey Italia, secondo cui “se le aziende cominciano ad assumere molti meno giovani in questo tipo di settore, quello che succede è che entro tre anni si comincia a svuotare anche la parte media; entro cinque anni il livello medio è praticamente dimezzato e comincia a soffrirne anche lo zoccolo senior della forza lavoro; in dieci anni la pipeline è diventata strutturalmente insostenibile”.
I trend delle singole aree (e seniority)
Per l’area di pianificazione strategica, che include gestione del portafoglio It, architettura enterprise, innovazione tecnologica e governance, la domanda a 10 anni rimarrà abbastanza sostenuta sia per le figure junior (+3,9%) che per quelle di medio livello (+6,9%). Per lo sviluppo e realizzazione delle soluzioni It, e task come creazione e testing di servizi, la domanda è vulnerabile all’automazione da Ia su componenti standardizzabili: a 10 anni si prevede un calo per i junior (-4,9%) e il medio livello (-2,7%), con un modesto incremento per i senior (+1,4%).
Per l’esecuzione operativa, dunque operazioni di service delivery, monitoring sistemi, supporto utente, si prevede una decrescita dei junior (-2,2%), e una crescita moderata per i senior (+3,3%), con un’alta esposizione su task ripetitivi come batch jobs. L’area che comprende l’abilitazione e il supporto trasversale (metodologie, qualità, sicurezza, miglioramento processi) vede in prospettiva una crescita su tutti i livelli di seniority (junior +6.4%, senior +8.6%). Per la gestione (sicurezza informatica, risk/compliance, relazioni cliente It) la crescita è molto più marcata per i senior +7,9% che non per i junior (+1,9%), con un focus su customer relationships e information management.
Come si evolve la domanda di competenze
La domanda, secondo Chiattelli, “per i senior aumenta, mentre la domanda in realtà è piuttosto stagnante o addirittura diminuisce tra i profili junior e, in particolare, nei processi in cui si concentrano più profili professionali tra quelli che sono attualmente tracciati. La stessa cosa più o meno è confermata se riaggregriamo questi profili per area di lavoro. La domanda di lavoro in questo settore si sta spostando strutturalmente verso alcuni tipi di attività: pianificazione, gestione e anche l’area enable, che comprende tutti quei profili che hanno a che fare con metodologie di qualità, sicurezza, miglioramento dei processi e adozione. In generale la domanda di competenze si sposta su livelli di proficiency mediamente più alti, e qua si crea il vero problema”.
Senza far entrare profili junior in azienda, infatti, non si avranno i senior domani. “I profili di questo settore sono tutti molto esposti alla tecnologia – dice Chiattelli -, ma in realtà l’effetto è molto differenziato. Per i profili più senior e quelli di seniority media l’effetto è aumentativo, il che significa che l’intelligenza artificiale funzionerà da moltiplicatore, significa più analisi, più decisione, più attività. Invece per i profili di competenze più junior l’effetto sarà sostitutivo”.
Task shifting per i profili a rischio di sostituzione
Come far fronte allora a questo scenario? “La letteratura – dice ancora il rappresentante di Ey – parla di soluzioni strutturali di task shifting: significa che per molti dei lavori che sono a maggior rischio di sostituzione, nei livelli di competenze più junior quello che l’intelligenza artificiale ti consente di fare è trasportare sui profili junior dei task che fino adesso sono stati svolti da profili più senior, abilitandoli con l’intelligenza artificiale, ma mantenendo l’accountability sui profili più senior tramite dei sistemi di quality gate, dei sistemi di controllo standardizzati che sono prima automatici e poi umani su tutti i punti dei processi in cui si producono degli output”.
Secondo lo studio, l’operazione di task shifting risulta un’opzione vantaggiosa per i profili con un rischio di sostituzione medio-alto, trasformabili in junior potenziati dall’Ia: dunque, con uno spostamento dei compiti verso i senior, mentre i junior sarebbero destinati ad attività supportate dall’Ia e responsabilità graduali. Il reskilling viene considerato prioritario per i ruoli entry level con forte impatto dell’Ia su compiti standardizzabili: ad esempio profili junior in costruzione/esecuzione, oppure aree critiche come sviluppatore interfacce utente e sviluppatore software sistemi embedded.
Leonardo Testai