La crisi di Loipell srl, pelletteria di Scandicci con 37 lavoratori diretti più almeno altrettanti con l’indotto, approda in Regione Toscana con la prima riunione dell’unità di crisi. In base a quanto emerso in un recente incontro con i vertici aziendali, ha spiegato la Filctem-Cgil lanciando l’allarme nei giorni scorsi, nel mese di dicembre la Loipell ha subito una “repentina e simultanea perdita di commesse” da parte dei committenti Tod’s e Prada “che allo stato attuale sta creando una grave crisi aziendale, mettendo a repentaglio tutti i posti di lavoro. Il pericolo si estende, inoltre, all’intera filiera produttiva locale, già pesantemente colpita”.
La riduzione delle commesse appare collegata agli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Milano sul caporalato nella filiera della pelletteria, che sta spingendo alcuni grandi brand a prendere le distanze dalle situazioni dove sono state rilevate pratiche fuori dalla legalità. Tra il 18 e il 20 novembre i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno controllato sette laboratori cinesi toscani. Tre di questi, fornitori di secondo livello del marchio Tod’s – la Pelletteria Antonio di Wu Xianxiang e la Pelletteria Jm di Fu Fangjum, entrambe di Scandicci, e la Bag Group di Carmignano – ricevevano commesse proprio dalla Loipell, a sua volta fornitore di primo livello di Tod’s. Nei laboratori sarebbero stati riscontrati lavoratori in nero, macchinari non sicuri, turni di 12 ore, pause ridotte, assenza di formazione e di controlli medici.
La Cgil vuole al tavolo anche i brand committenti
La richiesta avanzata al tavolo è quella di attivare gli strumenti previsti dall’Avviso comune siglato nel 2021 tra sindacati e Confindustria sul territorio. L’Avviso comune prevede, come ricorda la Filctem, in presenza di situazioni di irregolarità o crisi produttiva, l’apertura di un tavolo tra sindacati e imprese per la gestione condivisa della situazione, a partire dallo spostamento dei volumi produttivi, garantendo tutela occupazionale in ogni eventuale riorganizzazione delle produzioni lungo la filiera.
Il sindacato chiede quindi che al tavolo istituzionale siedano anche i committenti. “Abbiamo sollecitato con forza l’attivazione del tavolo perché il tempo è scaduto: non possiamo permetterci di perdere un intero pezzo della manifattura toscana. Ma la nostra richiesta è chiara: al tavolo devono sedere anche Prada e Tod’s ai quali chiediamo di rispondere alle conseguenze sociali di tale scelte”. E il sindacato amplia il perimetro: “La crisi di Loipell non riguarda solo i dipendenti diretti dell’azienda. Riguarda l’intera filiera e, in particolare, quei lavoratori che le indagini della Procura di Milano hanno portato alla luce ma che rischiano di rimanere invisibili anche in questa emergenza. Chiediamo che il tavolo di crisi si occupi anche di loro”. (lt)