Veduta del porto di Marina di Carrara
I porti del Mar Ligure Orientale, La Spezia e Marina di Carrara, hanno movimentato complessivamente oltre 1,3 milioni di contenitori e 17,45 milioni di tonnellate di merce (+2,2%) nel corso del 2025. Lo annuncia l’autorità di sistema portuale che rileva una flessione dell’1,7% dei container lavorati nei terminal LSCT e Terminal del Golfo dovuta ad una contrazione dei traffici che ha inciso nell’ultimo trimestre dell’anno. “Nonostante l’impatto di una situazione geopolitica complessa e in continua evoluzione, accompagnata da un clima di incertezza diffuso a livello internazionale, il Sistema è riuscito a mantenere performance elevate e a garantire continuità e affidabilità nei servizi”, commenta li presidente Bruno Pisano. Lo scalo spezzino ha movimentato 12,62 milioni di tonnellate complessive di merce (+3,3%), di cui 5,64 mln in import (+13,9%) e 6,98 mln in export (-4%), con un incremento guidato dalla decisa ripresa dalle rinfuse liquide allo sbarco che registrano nell’anno un totale di 1,519 milioni di tonnellate di prodotti energetici (92,6%), di cui 1,328 milioni di tonnellate di GNL (+97,5%) e 191 mila di altri prodotti raffinati (+64%). Il terminalista LSCT ha movimentato oltre 3,1 milioni di tonnellate via ferrovia con uno share del 34,4% al netto del trasbordo.
Per quanto riguarda il Porto di Marina di Carrara, sono state movimentate 4,83 milioni di tonnellate: le rinfuse solide, in aumento, si attestano a 657 mila tonnellate (17,2%) mentre il general cargo totalizza una movimentazione di 4,17 milioni di tonnellate (-2,9%) di cui 1,38 milioni di containerizzato (+3,5%), 2,13 milioni di traffico ro-ro (+7,9%) e 652 mila tonnellate di altre merci varie (-33,6%). In deciso aumento nel 2025 anche i dati del traffico ferroviario, che ha movimentato complessivamente 329 treni (+8,2%) e 4.015 carri (+10,9%), per un totale di 202 mila tonnellate di merce complessiva (+12,9%), di cui 137 mila di solo containerizzata (+12,3%). “Il nostro sistema ha dimostrato ancora una volta la propria solidità e capacità di adattamento – aggiunge Pisano -. I dati del 2024 avevano già segnato un risultato record, che oggi viene confermato e consolidato, testimoniando la solidità del modello organizzativo e la buona salute complessiva del sistema”. (em)