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14 gennaio 2026

Pitti Uomo studia l’espansione all’estero, direzione Mercosur

All’inaugurazione del salone fiorentino spunta l’ipotesi di portare le aziende in Amerrica Latina, dove i dazi (alti) stanno per ridursi.

Silvia Pieraccini
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Cambia il mercato della moda, cambiano le abitudini dei consumatori e – novità assoluta – si apre un mercato di quasi 300 milioni di persone formato da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, grazie all’imminente firma del trattato di libero scambio Ue-Mercosur che diminuirà progressivamente i dazi, oggi fino al 50%, sui prodotti del tessile-abbigliamento italiano.

L’evoluzione del marchio Pitti

In questo contesto assolutamente nuovo, anche le fiere s’interrogano sul futuro. All’inaugurazione del Pitti Uomo edizione 109, il salone più importante al mondo di moda maschile che alla Fortezza da Basso di Firenze ospita 750 marchi per il 47% stranieri, si è avuto un “assaggio” di quello che potrebbe essere il nuovo scenario fieristico. “Il sostegno al Made in Italy passerà attraverso scelte nuove – ha detto dal palco il presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati – e anche Pitti, come marchio, dovrà evolvere”. Gli ha fatto eco il presidente dell’Agenzia Ice, Matteo Zoppas: “Noi anche quest’anno portiamo al Pitti 350 buyer da tutto il mondo – ha detto – ma in questa fase credo che occorra anche rinnovare l’offerta della fiera, pensare a una possibile internazionalizzazione. Il Governo ci ha dato ulteriori risorse per andare all’estero”.

Partire dal Mercosur

Chiamati a chiarire l’idea accennata dal palco, i due presidenti hanno spiegato: “Stiamo approfondendo l’ipotesi di portare Pitti Uomo a incontrare nuovi clienti, e la strada più logica potrebbe essere quella di andare nel Mercosur, un mercato che si sta aprendo adesso grazie all’accordo di libero scambio”, ha detto Zoppas. “Da dove partire per l’evoluzione di Pitti Uomo? Dal Mercosur”, ha confermato Sburlati.

L’export potrà moltiplicarsi per 10, 20, 30 volte

Per il salone fiorentino, che finora non si è mai moltiplicato fuori da Firenze, sarebbe un’assoluta “prima volta”, spinta dall’accordo Mercosur. Il progetto è ancora tutto da costruire ma le potenzialità di crescita in quel mercato sono grandi, visto che oggi l’export di tessile-abbigliamento è limitato a meno di 100 milioni di euro all’anno (0,3% del totale). “Con la firma del trattato Mercosur questo export potrebbe moltiplicarsi per 10, 20 o addirittura 30 volte nel giro di cinque-dieci anni”, ha spiegato Sburlati. Insieme a lui e a Zoppas sono intervenuti all’inaugurazione il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la sindaca di Firenze, Sara Funaro, il presidente di Pitti Immagine, Antonio de Matteis e la presidente del Centro di Firenze per la Moda italiana, che controlla Pitti Immagine, Antonella Mansi.

Il 2026 è l’anno dei nuovi mercati

Urso si è detto convinto che il 2026 sarà l’anno dei nuovi mercati per l’industria italiana della moda. “L’area del Mercosur è una delle più promettenti”, ha sottolineato convinto che questa 109esima edizione del Pitti Uomo segnerà la ripresa del settore, grazie anche a una serie di misure messe in campo dal Governo: dal recepimento del regolamento europeo sull’Epr (la responsabilità estesa del produttore) all’introduzione della tassa di due euro sui piccoli pacchi postali che arrivano dalla Cina; dal ddl Pmi già approvato al Senato (con lo stralcio della norma sul caporalato contestata dai sindacati), che prevede l’utilizzo dei lavoratori vicini alla pensione per formare i giovani assunti, fino ai 100 milioni di euro stanziati per finanziare i piccoli contratti di sviluppo, adatti alle Pmi della moda; per finire col credito d’imposta sui campionari che è stato prorogato e raddoppiato passando dal 5 al 10%.

I negozi come canale strategico

Il presidente di Pitti Immagine ha invitato il ministro a guardare anche alla distribuzione perché “senza i negozi possiamo fare poco: le vetrine possono essere d’aiuto soprattutto per le Pmi che non possono permettersi di aprire negozi propri”. Giani ha disegnato lo scenario infrastrutturale dei prossimi anni, col nuovo padiglione Bellavista in via di costruzione dentro la Fortezza da Basso e con la stazione dell’alta velocità che dovrebbe essere pronta nel 2028, mentre la sindaca Funaro si è impegnata a lavorare per “rendere i nostri territori sempre più attrattivi”.

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Silvia Pieraccini

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