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03 marzo 2026

La nuova logistica a Firenze parte da un hub sperimentale, consegne in centro con la bici

L’annuncio del Comune alla presentazione dello studio voluto dalla Camera di commercio con Uniontrasporti.

Leonardo Testai
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Firenze prova a rimettere ordine nella logistica dell’ultimo miglio nel cuore della città: è questo il senso dello studio della Camera di commercio di Firenze, affidato a Uniontrasporti e condotto con la consulenza di Fit Innovation, costruito attraverso un Living Lab che ha messo attorno allo stesso tavolo operatori logistici, associazioni di categoria e soggetti della filiera. E il Comune è già pronto a sperimentare un primo strumento: un hub nella zona del mercato di Sant’Ambrogio per la micrologistica, che permetterà a un grande gestore – su cui Palazzo Vecchio non si sbottona, e smentisce l’ipotesi di Amazon – di fare tutte le consegne in centro con le biciclette.

Focus sulla Ztl e sull’area Unesco

“E’ una sperimentazione che fa parte di un progetto europeo su cui stiamo lavorando, vogliamo vedere come la creazione di piccoli hub ai margini del centro storico può liberare il centro dai grandi camion”, ha annunciato l’assessore alla mobilità del Comune di Firenze Andrea Giorgio, secondo cui i mezzi ingombranti “non sono soltanto un problema di decoro o di disordine, hanno anche a che fare con la sicurezza delle persone, perché non possiamo avere dei camion di più di 3 quintali e mezzo che girano per il centro storico in mezzo ai turisti o alle scolaresche, è intollerabile. Il lavoro da fare è tenere insieme interessi diversi, si può fare ma è faticoso, diciamo. La Camera di commercio ci sta supportando, e la ringraziamo per questo”.

Lo studio, presentato a Firenze con un evento in Camera di commercio, “è un contributo cui noi abbiamo partecipato – ha spiegato Giorgio – e che sarà la base per il lavoro dell’amministrazione per rimettere a punto il sistema della logistica in città”. Infatti nel perimetro più delicato, ossia la Ztl e in particolare l’area Unesco, l’aumento di consegne legate anche all’e-commerce, la frammentazione degli operatori e la scarsità di spazio pubblico hanno trasformato carico-scarico e accessi in un fattore di congestione quotidiana, con ricadute su decoro, sicurezza e qualità dell’aria.

Meno veicoli nel centro, meno inquinamento nell’aria

Tra i principali obiettivi del documento programmatico ci sono la riduzione del numero dei veicoli merci presenti in città e nel centro storico; il contenimento dell’inquinamento atmosferico e il miglioramento delle performance energetiche dei mezzi; la razionalizzazione ed ottimizzazione del sistema distributivo delle merci; il miglioramento della circolazione veicolare, pedonale e della sosta per le diverse componenti di mobilità.

La fotografia che emerge dal documento è quella di un sistema che oggi funziona ‘a pezzi’: stalli insufficienti o occupati in modo improprio, finestre orarie spesso troppo rigide rispetto ai reali orari di ricezione degli esercenti (e alle esigenze di filiere come l’agroalimentare e la catena del freddo), difficoltà operative nelle aree pedonali e nelle strade storiche più strette. E sullo sfondo, l’intreccio con altri flussi urbani – turismo, manutenzioni, Ncc – che amplifica la competizione per pochi metri di suolo disponibile.

La chiave è la gestione efficiente degli spazi

“In una città come Firenze lo spazio è una risorsa rara, ambita, contesa, e quindi è necessario avere un modello di governance che stabilisca chi ne deve usufruire e con quali regole”, ha osservato Massimo Marciani, rappresentante di Fit Innovation, secondo cui “se noi abbiamo uno spazio che è occupato in maniera permanente per 24 ore, lo sottraiamo all’utilizzo pubblico; se noi invece siamo in grado di far ruotare quelle 24 ore di metro quadro per i diversi soggetti che ne hanno bisogno, a partire da chi fa servizi turistici, a chi fa consegna, a chi fa manutenzione, a chi fa recupero dei rifiuti, a chi fa logistica nel senso più ampio della parola, noi a parità di spazio riusciamo a consentire lo svolgimento di più servizi”.

E’ dunque su questo nodo che si innestano le misure strategiche proposte. L’idea di fondo dichiarata non è aggiungere divieti, ma passare da una logistica diffusa e poco coordinata a una logistica di sistema: meno giri a vuoto, più consolidamento delle consegne, regole più aderenti alla realtà dei flussi. La prima leva è rendere gestibile ciò che oggi è spesso casuale, ossia gli stalli di carico e scarico: lo studio propone di trattarli come una risorsa da governare con strumenti digitali (prenotazioni per slot, sensori, controlli), così da garantire rotazione, ridurre la sosta irregolare e dare certezze operative a chi consegna davvero.

Ridurre i tempi morti (anche con le preferenziali)

Accanto alla regia serve però anche una revisione fisica e funzionale degli spazi: quindi aumentare dove possibile gli stalli e, soprattutto, riposizionarli in modo più coerente con i flussi reali e con i vincoli del centro storico. Il terzo passaggio riguarda le regole di accesso alla Ztl e alle aree pedonali, proponendo un’impostazione più ‘chirurgica’: fasce orarie differenziate per filiera e per zona, maggiore attenzione alle consegne che richiedono tempi più lunghi in contesti pedonali, e una gestione che separi meglio i flussi B2B (approvvigionamento degli esercizi) da quelli B2C (consegne al cittadino), evitando che tutto si concentri negli stessi minuti e negli stessi varchi.

C’è poi una proposta che guarda ai collegamenti tra esterno e interno: sperimentare, per operatori accreditati e con mezzi meno impattanti, l’utilizzo di alcuni corridoi oggi riservati al trasporto pubblico per avvicinarsi al cordone Ztl, con telecontrollo e monitoraggio dei risultati. L’obiettivo dichiarato è ridurre tempi morti e congestione, senza compromettere le prestazioni del Tpl. Infine micro-hub e spazi logistici di prossimità, a ridosso della Ztl, dove consolidare carichi e ridurre l’ingresso di veicoli più grandi, spostando l’ultimo tratto su mezzi leggeri e a basso impatto, incluse cargo bike. Gli hub diventerebbero anche luoghi utili per la logistica inversa, dai resi agli imballaggi.

“Il costo non è significativo”

I benefici attesi, nel documento, sono presentati come una catena di effetti: se diminuiscono i veicoli in ingresso e aumenta il tasso di riempimento (con meno consegne parcellizzate), calano le percorrenze complessive e quindi la congestione; se la sosta è più regolata e ruota meglio, si riducono doppie file e conflitti con pedoni e ciclisti; se crescono mezzi green e ciclo-logistica, si tagliano emissioni e rumore, con un centro storico più vivibile. Il tutto dovrebbe essere misurato con un cruscotto di punti chiave (dai veicoli/km alla quota di mezzi green, dal tasso di occupazione degli stalli alle stime di CO2), per poter correggere in corsa le misure se necessario.

“E’ un discorso di organizzazione – ha osservato Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti -, perché comunque gli spazi sono quelli che sono: bisogna però saper organizzare la logistica urbana in vie così strette, in situazioni così particolari. Il costo, l’investimento vero e proprio, non è significativo, però bisogna saperlo gestire, monitorarne anche gli avanzamenti e i miglioramenti”.

“Un piano nato dall’ascolto e dall’analisi dei problemi”

“Abbiamo voluto promuovere questo lavoro – ha dichiarato Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze – perché riteniamo necessario partire dall’ascolto e dall’analisi concreta dei problemi vissuti ogni giorno dalle imprese e dagli operatori. Questo documento mette ordine, individua le priorità e costruisce un metodo di lavoro condiviso. È il punto di partenza per arrivare, in tempi rapidi, a un Piano urbano della logistica sostenibile, solido, misurabile e realmente utile al sistema economico della città. Lo mettiamo a disposizione dell’Amministrazione comunale sperando possa esserle utile nel lavoro di progettazione che le compete”.

Palla dunque a Palazzo Vecchio. “Faremo tesoro di questo studio insieme agli assessorati – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro -, lavoreremo per fare in modo che soprattutto il centro storico possa avere delle risposte. Noi stiamo già lavorando come amministrazione per mettere le telecamere in uscita proprio per controllare anche gli orari di ingresso e di uscita nella logistica e i cittadini che hanno i permessi temporanei. Certo è che sia la Camera di commercio che l’amministrazione comunale hanno lo stesso obiettivo, quello di fare ordine in un settore che è necessario, ma che ha una complessità allo stesso tempo”.

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Leonardo Testai

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