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Territorio

27 febbraio 2026

Eolico a Orbetello, stop al progetto delle nove pale alte 200 metri

Il ministero dell’Ambiente boccia le turbine previste a San Donato. La Regione aveva espresso parere negativo.

Pale eoliche sulla sommità di una collina

Pale eoliche sulla sommità di una collina

Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha bocciato il parco eolico previsto in località San Donato, nel comune di Orbetello. Il progetto – presentato dalla società Apollo Wind S.r.l., con sede a Bolzano – prevedeva nove aerogeneratori con altezza complessiva fino a 200 metri.

A dare notizia dello stop è stato il sindaco Andrea Casamenti, che rivendica l’opposizione dell’amministrazione fin dall’avvio dell’iter: «Accogliamo con favore la bocciatura e la consideriamo un importante risultato della nostra amministrazione che si è opposta fin dal primo momento alla realizzazione dell’eolico in Maremma. Come sindaco ho fin da subito supportato con convinzione il fronte del no al parco eolico a San Donato”, ha dichiarato, richiamando le preoccupazioni per l’impatto su paesaggio, turismo e vocazione rurale dell’area.

La Regione aveva detto no

Sul piano tecnico, la documentazione depositata nell’ambito della VIA statale indicava turbine da 6,6 MW ciascuna (potenza complessiva 61,2 MW), rotori da 170 metri e opere di connessione con cavidotto interrato fino alla stazione elettrica nel territorio comunale.

La decisione ministeriale arriva dopo un confronto istituzionale che aveva già visto la Regione Toscana esprimere parere negativo nel procedimento, con una delibera di Giunta trasmessa al ministero nel maggio 2024.

Per l’economia locale, la partita resta delicata: la transizione energetica spinge nuovi investimenti, ma in territori come la Maremma il valore aggiunto di turismo, agricoltura e paesaggio pesa direttamente su redditi e occupazione. Lo stop a San Donato riporta al centro il tema – molto toscano – di dove collocare gli impianti e con quali compensazioni e ricadute di filiera, evitando che la crescita delle rinnovabili si trasformi in un conflitto permanente tra sviluppo e identità dei luoghi. (e.m.)

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