Pierre Gramegna, direttore generale del Mes
Nuovo passo nella cooperazione di lunga data tra l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole e il Mes, il meccanismo europeo salva-Stati, che hanno formalizzato un quadro rafforzato di collaborazione con la firma di un Partnership Agreement. L’intesa sottoscritta dal direttore generale del Mes Pierre Gramegna e dal segretario generale dell’Eui Armando Barucco definisce una cornice strutturata per approfondire la cooperazione nella ricerca accademica, nell’analisi delle politiche pubbliche e nella formazione executive.
Le aree di collaborazione comprendono l’organizzazione di laboratori congiunti orientati alle policy, workshop e iniziative di ricerca applicata, inclusi contributi a dialoghi multi-stakeholder; la partecipazione di personale Mes e di candidati sponsorizzati dal Mes al Global Executive Master dell’Eui; la cooperazione in attività didattiche e programmi di formazione specialistica; visite di studio e opportunità di sviluppo professionale per studenti e staff; consultazioni informali e scambio reciproco di competenze, strumenti analitici e buone pratiche. E’ prevista l’istituzione di uno Steering committee congiunto che si riunirà regolarmente per guidare l’attuazione dell’accordo e monitorare i progressi nelle diverse aree di cooperazione.
“Fiesole un centro nevralgico per la ricerca Ue”
“La partnership con l’Eui – ha dichiarato Gramegna – ci consente di creare sinergie autentiche combinando l’esperienza politica del Mes con l’eccellenza accademica dell’Istituto. La nostra cooperazione si basa su progetti esistenti e fruttuosi come il ‘Manuale sulla comunicazione di crisi’, preparato e pubblicato congiuntamente lo scorso anno, e il ‘Siu Lab’, un progetto volto a creare una comunità di conoscenze dedicata all’Unione del risparmio e degli investimenti. Lavorando più strettamente insieme, possiamo rafforzare le nostre basi analitiche, promuovere nuove idee e offrire al nostro personale maggiori opportunità di apprendimento e sviluppo. Questa cooperazione andrà a vantaggio di entrambe le istituzioni e favorirà migliori risultati politici per l’Europa”.
La partnership rinnovata “segna un passo importante – ha osservato Barucco – nel rafforzamento del ponte tra ricerca accademica e politica europea. Nel prossimo periodo strategico, 2026-2031, l’Eui mira a consolidare la sua posizione di centro nevralgico europeo per la ricerca nelle scienze sociali e umanistiche rilevanti per le politiche. La collaborazione col Mes ci consentirà di tradurre la ricerca accademica all’avanguardia in conoscenze pratiche, offrendo al contempo nuove opportunità di apprendimento, scambio e impatto in tutta la nostra comunità accademica”.
A Firenze una mostra su Werner, il primo architetto dell’euro
L’ex ministro lussemburghese Gramegna, che in Toscana è di casa (ha una proprietà a Cortona dove produce olio, e parla italiano con naturalezza), ha anche inaugurato al Polo delle Scienze Sociali dell’Università di Firenze una mostra dedicata a Pierre Werner, statista lussemburghese unanimemente riconosciuto come uno dei principali artefici dell’Unione economica e monetaria. Il Rapporto Werner del 1970 delineò infatti le caratteristiche fondamentali di quella che sarebbe poi diventata la moneta unica europea. L’esposizione, basata prevalentemente sulle collezioni private di Werner e su archivi lussemburghesi ed europei, tra cui quelli degli Historical Archives of the European Union con sede a Firenze, offre un ritratto dello statista come persona, andando anche al di là dei risultati conseguiti come politico e convinto europeista. Nell’occasione Gramegna ha tenuto una conferenza sulle prospettive dell’Eurozona. (lt)