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24 febbraio 2026

Istituto Universitario Europeo di Fiesole, siglata una nuova partnership col Mes

Il direttore generale del meccanismo salva-Stati, Pierre Gramegna, a Firenze per la firma e per la mostra su Pierre Werner.

Pierre Gramegna, direttore generale del Mes

Pierre Gramegna, direttore generale del Mes

Nuovo passo nella cooperazione di lunga data tra l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole e il Mes, il meccanismo europeo salva-Stati, che hanno formalizzato un quadro rafforzato di collaborazione con la firma di un Partnership Agreement. L’intesa sottoscritta dal direttore generale del Mes Pierre Gramegna e dal segretario generale dell’Eui Armando Barucco definisce una cornice strutturata per approfondire la cooperazione nella ricerca accademica, nell’analisi delle politiche pubbliche e nella formazione executive.

Le aree di collaborazione comprendono l’organizzazione di laboratori congiunti orientati alle policy, workshop e iniziative di ricerca applicata, inclusi contributi a dialoghi multi-stakeholder; la partecipazione di personale Mes e di candidati sponsorizzati dal Mes al Global Executive Master dell’Eui; la cooperazione in attività didattiche e programmi di formazione specialistica; visite di studio e opportunità di sviluppo professionale per studenti e staff; consultazioni informali e scambio reciproco di competenze, strumenti analitici e buone pratiche. E’ prevista l’istituzione di uno Steering committee congiunto che si riunirà regolarmente per guidare l’attuazione dell’accordo e monitorare i progressi nelle diverse aree di cooperazione.

“Fiesole un centro nevralgico per la ricerca Ue”

“La partnership con l’Eui – ha dichiarato Gramegna – ci consente di creare sinergie autentiche combinando l’esperienza politica del Mes con l’eccellenza accademica dell’Istituto. La nostra cooperazione si basa su progetti esistenti e fruttuosi come il ‘Manuale sulla comunicazione di crisi’, preparato e pubblicato congiuntamente lo scorso anno, e il ‘Siu Lab’, un progetto volto a creare una comunità di conoscenze dedicata all’Unione del risparmio e degli investimenti. Lavorando più strettamente insieme, possiamo rafforzare le nostre basi analitiche, promuovere nuove idee e offrire al nostro personale maggiori opportunità di apprendimento e sviluppo. Questa cooperazione andrà a vantaggio di entrambe le istituzioni e favorirà migliori risultati politici per l’Europa”.

La partnership rinnovata “segna un passo importante – ha osservato Barucco – nel rafforzamento del ponte tra ricerca accademica e politica europea. Nel prossimo periodo strategico, 2026-2031, l’Eui mira a consolidare la sua posizione di centro nevralgico europeo per la ricerca nelle scienze sociali e umanistiche rilevanti per le politiche. La collaborazione col Mes ci consentirà di tradurre la ricerca accademica all’avanguardia in conoscenze pratiche, offrendo al contempo nuove opportunità di apprendimento, scambio e impatto in tutta la nostra comunità accademica”.

A Firenze una mostra su Werner, il primo architetto dell’euro

L’ex ministro lussemburghese Gramegna, che in Toscana è di casa (ha una proprietà a Cortona dove produce olio, e parla italiano con naturalezza), ha anche inaugurato al Polo delle Scienze Sociali dell’Università di Firenze una mostra dedicata a Pierre Werner, statista lussemburghese unanimemente riconosciuto come uno dei principali artefici dell’Unione economica e monetaria. Il Rapporto Werner del 1970 delineò infatti le caratteristiche fondamentali di quella che sarebbe poi diventata la moneta unica europea. L’esposizione, basata prevalentemente sulle collezioni private di Werner e su archivi lussemburghesi ed europei, tra cui quelli degli Historical Archives of the European Union con sede a Firenze, offre un ritratto dello statista come persona, andando anche al di là dei risultati conseguiti come politico e convinto europeista. Nell’occasione Gramegna ha tenuto una conferenza sulle prospettive dell’Eurozona. (lt)

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