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30 gennaio 2026

Pitti Taste vira verso il salone b2b e mette in mostra 810 aziende del gusto

La fiera del food di Pitti Immagine cresce anche quest’anno, in linea col l’andamento del settore agroalimentare. Le aziende toscane sono 120.

Silvia Pieraccini
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Piccoli produttori artigianali, alimenti di nicchia, gusti poco noti: il salone Taste, organizzato per il 19esimo anno da Pitti Immagine (dal 7 al 9 febbraio alla Fortezza da Basso), metterà in mostra i sapori di 810 aziende italiane, un numero che cresce ogni anno (+8% rispetto alla precedente edizione del 2025) grazie a una domanda effervescente in linea con l’andamento dell’agroalimentare tricolore.

Le aziende toscane sono 120

Le aziende toscane sono 120, dai prodotti a base di tartufo di Savini alle cialde di Montecatini di Bargilli, dai formaggi Pecora Nera ai salumi dell’Antica Macelleria Falorni fino ai tè de ‘La Via del tè’. Il salone punta sempre più ad attrarre compratori e distributori internazionali: l’anno scorso furono 900 su 8.500 buyer totali. Contando il pubblico (che anche quest’anno potrà entrare solo sabato e domenica pomeriggio) il numero dei visitatori ha toccato, un anno fa, i 12.300. Ministero degli Esteri e Agenzia Ice questaa volta ospiteranno 100 compratori, tra cui alcuni da Brasile e Thailandia che arrivano al Taste per la prima volta.

Dibattiti e premiazioni

Il salone ospita come sempre dibattiti (come i ‘ring’ condotti da Davide Paolini, ideatore 20 anni fa della manifestazione) e premiazioni, come il Premio Pitti Taste che sarà assegnato a Maddalena Fossati, direttrice della rivista La Cucina Italiana, per aver promosso la candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale Unesco, riconosciuta alla fine del 2025. Ricco il cartellone di eventi fuori-salone, con tantissime degustazioni, cene, cocktail, presentazioni che animeranno Firenze nel fine settimana.

Nessun limite al numero di espositori

“Non abbiamo fissato un limite al numero di espositori – ha spiegato l’amministratore delegato di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone, ricordando che alla nascita del salone erano appena 200 – il limite è dato dalla natura dei prodotti: Pitti Taste non è un salone per prodotti industriali, anche se alcune industrie, quando hanno un prodotto nuovo e di nicchia, fanno una nuova società pur di partecipare”.

Autore:

Silvia Pieraccini

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